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Jenne, fede e tradizione: le consorelle dello Sposalizio rinnovano un rito antico tra memoria e comunità

JENNE – C’è un filo sottile ma resistente che unisce passato e presente, fede e comunità, memoria e speranza. A Jenne, questo filo prende forma ogni anno nella festa della confraternita femminile dello Sposalizio di Maria e Giuseppe, custode di una tradizione antica e profondamente radicata nel cuore del paese.

Ieri l’altro mattina, alle ore 11, la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo ha accolto le consorelle per la solenne celebrazione eucaristica, officiata dal parroco don Pietro. Un momento intenso, partecipato, carico di spiritualità, che ha riunito circa quaranta, quarantacinque donne, unite da un legame che va oltre il tempo.

A seguire, il tradizionale conviviale, occasione di condivisione e fraternità, in cui la dimensione religiosa si intreccia con quella umana, rafforzando un senso di appartenenza che rappresenta l’anima stessa della confraternita.

Tra gli elementi più suggestivi della giornata, lo stendardo che le consorelle portano con orgoglio durante le principali processioni del paese, come quelle dedicate a San Rocco e al Cristo morto. Un simbolo identitario, che racconta una storia fatta di devozione, sacrificio e continuità.

Non meno emozionante è stato il momento legato al quadro dello Sposalizio di Maria e Giuseppe, solitamente custodito sulla parete della chiesa e, per l’occasione, esposto ai fedeli. Un gesto semplice ma carico di significato, capace di rendere visibile una tradizione che vive tutto l’anno nel silenzio, per poi tornare protagonista nel giorno della festa.

Ma la giornata è stata segnata soprattutto da un momento profondamente toccante: l’ingresso ufficiale di una nuova consorella, Delia Rossi.

Un ingresso che porta con sé il peso e la dolcezza della memoria. Solo poche settimane fa, infatti, è scomparsa la mamma Teresa Flamini, storica appartenente alla confraternita. La figlia Delia ha scelto di raccoglierne l’eredità spirituale, entrando a far parte del gruppo e dando così continuità a un legame familiare e comunitario che si rinnova nel segno della fede.

Un gesto che ha commosso profondamente i presenti, trasformando il dolore in appartenenza e la perdita in nuova presenza.

La devozione allo Sposalizio di Maria e Giuseppe affonda le sue radici nella tradizione cristiana e nei racconti apocrifi, che narrano l’unione tra la Vergine Maria e San Giuseppe come un evento guidato dalla volontà divina. Secondo la tradizione, Giuseppe sarebbe stato scelto tra i pretendenti grazie a un segno miracoloso: il suo bastone fiorito.

Questo episodio, simbolo di purezza e provvidenza, ha attraversato i secoli, diventando fonte di ispirazione per arte, spiritualità e confraternite come quella di Jenne, che ancora oggi ne custodiscono il significato più autentico.

La confraternita, composta interamente da donne, rappresenta una realtà rara e preziosa, capace di mantenere vive tradizioni antiche in un mondo in continuo cambiamento.

In occasione della festa, anche l’amministrazione comunale ha voluto rivolgere un messaggio di auguri alle consorelle, riconoscendo il valore del loro impegno nella vita religiosa e sociale del paese.


In un tempo che corre veloce, Jenne si ferma per ricordare.
E lo fa attraverso i volti, i gesti e la fede di queste donne, custodi silenziose di una storia che continua a vivere, anno dopo anno, nel segno della devozione e della comunità.