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Camion e Tir, stop ai motori per 5 giorni contro i rincari dei carburanti

ROMA – È scattata da mezzanotte la serrata nazionale dei tir contro il caro gasolio: lo sciopero di 144 ore degli autotrasportatori indetto da Trasportounito proseguirà, secondo programma, fino alle 24 del 25 aprile. Ed è solo la prima delle iniziative indette dalle categorie del settore: anche Unatras, sigla che riunisce le maggiori associazioni dell’autotrasporto, ha annunciato un altro stop che potrebbe iniziare dal 17 maggio prossimo. Mentre uno sciopero ha già interessato il trasporto siciliano dal 14 e il 18 aprile scorsi.

IL GASOLIO OLTRE I 2 EURO: TUTTE LE MOTIVAZIONI

Intanto è iniziato dalla mezzanotte di oggi fino al 25 aprile il blocco completo del trasporto su gomma che coinvolge circa 100 città. Un presidio è previsto all’uscita dell’autostrada di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia. Ad animare gli autotrasportatori è “l’assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante, il quale incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto”. Infatti il diesel mediamente oggi costa oltre i 2 euro al litro, con un aumento del 30,6% rispetto a fine 2025 e del 24% dall’inizio del conflitto nel Golfo. Un livello di prezzo che sta mettendo fuori gioco soprattutto i piccoli operatori. Così, come riferisce la locandina di Trasportounito, il fermo è motivato in particolare dalla richiesta di interventi urgenti che riconoscano subito modifiche normative e sostegno di carattere economico: tra questi, interruzione immediata del pagamento di pedaggio autostradali, interruzione del pagamento Inps e Inail per tutta la durata dell’emergenza e la ‘restituzione delle accise sottratte’.

IL RISCHIO “SCAFFALI VUOTI”

Nei giorni scorsi il Garante per gli scioperi aveva invitato le associazioni a revocare il fermo, poiché non sarebbe stato convocato con il preavviso minimo previsto per questo settore. Ma non si è registrato nessun dietrofront. Con lo stop dei tir su strada, si prefigura anche il rischio di scarsità di rifornimenti, lo spettro degli scaffali vuoti nei supermercati, con eventuale aumento dei costi. Già con la prima esperienza del fermo dei camion, limitato alla Sicilia, sull’isola- secondo Federdistribuzione Sicilia- le merci in entrata nella grande distribuzione hanno subito un rallentamento di almeno il 50% rispetto ai ritmi precedenti allo sciopero. (www.dire.it – Agenzia Dire)