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Traforo Gran Sasso, allarme di Apindustria: revocare concessione a Sdp, in estate previste lunghe file

foto IPP/ Luciano Adriani

L’Aquila. “Ribadiamo che a fronte dell’atteggiamento attribuito al Gruppo Toto, è assolutamente opportuno avviare con il Ministero dei Trasporti una fase di studio per procedere ad azioni che consentano la revoca della concessione a Sdp ed alla successiva predisposizione di un nuovo bando aperto al miglior offerente, non ad assegnazione privilegiata come per l’attuale gestore, nel quale si tratterà anche la materia del pedaggio autostradale che, del prossimo giugno, per chi l’avesse dimenticato, tornerà ad aumentare del 20%”.

Così in una nota il segretario generale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma, sulla vicenda della chiusura del traforo del Gran Sasso, sulla A24, annunciata dalla concessionaria Strada dei Parchi, ma poi revocata dopo l’intervento delle Istituzioni, con l’introduzione di limitazioni del traffico e orari, tra cui l’obbligo di percorrenza a 60 chilometri orari e in una sola corsia.

“Chiediamo, proprio nel merito”, spiega Mari Fiamma, “che il Governo imponga al gestore la diminuzione del costo di percorrenza del traforo fino alla riapertura totale delle corsie dato che, dallo scorso 20 maggio, non si tratta più di una strada a percorrenza veloce pertanto l’esborso non trova più alcuna giustificazione”.

Mari Fiamma lancia poi l’allarme in vista dell’estate. “L’impatto delle inevitabili lunghissime code che si possono prevedere a ridosso dell’estate che, prima o poi, arriverà sarà devastante producendo certamente danni economici notevolissimi”, precisa, “come la scelta turistica del versante tirrenico in alternativa all’Adriatico, ritardi nelle consegne di merci e nel trasporto di pendolari e studenti, senza che nessuno paghi per questa irresponsabile vicenda”.

Per il resto, per Mari Fiamma, “tutto come previsto nella querelle della chiusura del traforo del Gran Sasso, molto rumore, grandi proclami, prese di posizione più o meno stizzite e poi… il nulla. Che il traforo non sarebbe stato chiuso lo sapevano tutti, anche il Gruppo Toto, che era a conoscenza delle varie denunce predisposte da varie parti (tra le quali noi) per interruzione di pubblico servizio, ma il ricatto messo in atto dalla spregiudicata gestione di Strada dei Parchi, complice l’inefficienza atavica del Ministero dei Trasporti, ha funzionato”, conclude il responsabile di Apindustria L’Aquila.

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