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Sterpetti

Sanità a Subiaco, l’allarme dell’associazione Lollobrigida: “immobilismo e poca chiarezza”

Subiaco –  Dall’Associazione per la tutela della salute e dei diritti del malato “Antonio Lollobrigida,” riceviamo ed integralmente pubblichiamo:

“Lo stato di salute della struttura sublacense è abbastanza grave, ce lo dice la stessa Regione Lazio attraverso le tabelle e i grafici del PREVALE, il “Programma Regionale Valutazione degli Esiti degli Interventi Sanitari 2020”.
I DATI riguardo la ASL ROMA 5:
• la più estesa del Lazio con 1.813 kmq e con 70 comuni, 500.000 residenti;
• n. 10 posti di terapia intensiva: 6 ospedale di Tivoli + 4 ospedale Colleferro;
• 0,02 posti letto per ogni 1.000 abitanti.
Nel frattempo gli annunci della Regione Lazio dicono che, nonostante il Decreto luglio 2020 preveda n. 4 posti di terapia intensiva aggiuntivi per Tivoli con ulteriori n. 10 posti di semi-intensiva e n. 4 posti di
terapia intensiva per l’ospedale di Palestrina, Tivoli è rimasto con i soliti n.6 posti, mentre a Palestrina, dal 1/06/2020, hanno staccato la spina sia ai 4 posti realizzati e sia al “Covid Hospital”.
Siamo fermi a 10 anni fa:
Allora avevamo la stessa carenza; Zingaretti ha solo spostato i 4 posti di terapia intensiva da Subiaco a
Colleferro spendendo un milione di euro soltanto per l’allestimento e ridotto l’ospedale di Subiaco a n.30 posti letto di degenza tra chirurgia e medicina.
Ricordiamo quella giornata nella quale l’unico cittadino ad opporsi alla decisione della Regione Lazio fu
Alessandro Scafetta, membro del nostro direttivo, rischiando di essere denunciato dalla nostra stessa
amministrazione.
E il Sindaco?
Il primo cittadino non ha mantenuto, nel frattempo, l’impegno preso sull’Angelucci con i cittadini prima
della sua nomina, impegno che, tra i tanti, lo ha promosso a sindaco.
Ad oggi crediamo che non ricordi nemmeno che qui c’era un ospedale con sede di pronto soccorso.
Ora chiediamo:
Dopo 10 anni di immobilismo sulle vicende dell’ospedale, la presentazione da parte del sindaco di Subiaco al Consiglio Regionale della riapprovazione della Legge sugli ospedali Montani, presentando le delibere approvate dai consigli comunali del nostro territorio già da 5 mesi. In più, dalla stampa locale, siamo venuti a conoscenza di un fatto significativo che ci ha portato a nuove scoperte.
Lo studio medico associato di Subiaco, in via Garibaldi, è un UCP, ossia un’Unità di Cure Primarie, nata per fornire assistenza e far diminuire il carico di accessi in codice bianco al pronto soccorso. Ne è presente anche una ad Affile ed una a Zagarolo.

Chiediamo alla ASL ROMA 5 e al Direttore dell’Ospedale Angelucci:
Come mai nel nostro pronto soccorso non viene indicato l’UCP di Subiaco o di Affile, ma l’utenza viene
indirizzata all’UCP di Zagarolo, che si trova a 44 km da Subiaco?
Perché secondo la convenzione regionale l’UCP di Zagarolo dà un servizio continuativo dalle 10 alle 19,
mentre l’UCP di Subiaco alle 12 chiude e riapre nel pomeriggio?
Nell’attesa di risposte da parte della ASL, un cittadino di Subiaco ad Agosto 2020 ha denunciato questa
situazione poco chiara. Il giorno dopo la denuncia, la ASL ha tempestivamente sostituito il cartello nel
pronto soccorso, gli orari UCP sono stati immediatamente cambiati ed infine è stata inserita nel sito
istituzionale, anche l’UCP di Subiaco, che prima non risultava neppure.
NON SMETTEREMO MAI DI DENUNCIARE LE BUGIE
E DI PERSEVERARE NELLA BATTAGLIA PER IL NOSTRO OSPEDALE”