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Perdite idriche, insorge il Comitato per l’Aniene: “l’acqua è un bene prezioso da difendere e tutelare”

Subiaco – “Le reti idriche sublacensi sono un vero e proprio colabrodo. Su 2 milioni 714mila litri immessi nella rete idrica da captazioni di sorgenti e pozzi, solo 838mila litri giungono nei rubinetti degli utenti sublacensi.
Il resto, ben 1 milione e 876mila litri, pari al 69,1%, si perde per strada.
Un fiume di acqua che viene sottratto al suo percorso naturale nel quale alimenta i corsi d’acqua che finisce dissipato da tubazioni fatiscenti arrecando così un danno ambientale oltre che agli utenti, che pagano anche per l’acqua dispersa, essendo la tariffa che arriva in bolletta calcolata sulla quantità di acqua immessa nelle reti, invece che su quella che giunge ai rubinetti.
La perdita sublacense è così elevata, che sommando quella degli altri cinque comuni con grosse dispersioni, Olevano Romano, Vicovaro, Arcinazzo Romano, Gerano e Jenne, si raggiunge il livello registrato a Subiaco.
Una situazione fotografata dall’ultimo Censimento delle Acque effettuato dall’Istat, e reso noto dal Portale delle Acque del Governo Italiano.
Anche se i dati sono stati rilevati nel 2012, nessun investimento strutturale degno di nota in questo lasso di tempo è stato effettuato né dal Comune di Subiaco, l’ente proprietario delle reti idriche, né da Acea Ato2, l’ente gestore delle stesse.
Appare quindi presumibile che la situazione sia rimasta, nella migliore delle ipotesi, invariata se non addirittura peggiorata.
 ” E’ quanto si apprende da un comunicato inviato dal Comitato per l’Aniene di cui è presidente Antonio Amati.

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