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Il mistero delle “puzze insalubri” nel carseolano: aumentato nottetempo il movimento di mezzi pesanti

Carsoli – Anche ieri sera l’odore acre di tipo chimico si è diffuso nell’aria sempre intorno alle ore 21.30 ed è rimasto ben percepibile fin verso le 23.30. La puzza, era ben avvertibile anche nel centro cittadino di Carsoli, nella località Casabianca ed in tutta la Piana del Cavaliere. Spesso l’olezzo è avvertito anche in altre località del comprensorio zonale delle vicine province di Roma e Rieti.

La diffusione della puzza, dipende da una serie di fattori uno in particolare è la ventilazione e le condizioni climatiche. Il fenomeno si intensifica nei periodi più caldi, ma è sicuramente attivo anche durante i mesi invernali. Solo che con le temperature più rigide è meno percettibile.

Ma sono anni che si parla di questo fatto, c’è viva apprensione, agitazione e ci si interroga se le puzze possano innanzitutto essere nocive per la salute. E ci si interroga sull’origine della puzza. Probabilmente non è certo un fatto isolato, ma riguarda più iniziative. Da tempo, si riscontra infatti un maggiore incremento di movimento di mezzi pesanti (Tir) che avviene nel cuore della notte e a ridosso tra la zona industriale e quella autostradale.

Potrebbero essere questi i movimenti di “prodotti” e materiali che originano il problema? E’ normale che da una area industriale possano essere avvertiti odori diversi da quelli della natura?

Tutto può essere normale, gli scarichi nell’aria per le aziende non sono certo a priori una fonte di inquinamento se si rispettano le regole, ossia tutti quegli accorgimenti normativi che nella filiera di smaltimento assicurano una sorta di “passaggi” di purificazione con l’utilizzo di particolari filtri installati nei canali di scarico.

Un problema che Asl e Arta possono risolvere effettuando verifiche dandone comunicazione pubblica sugli esiti.

Poi occorre controllare anche gli spostamenti dei materiali di scarto, quelli notturni. Anche queste fasi vanno comunque osservate.

Sarebbe quindi bene concentrare verifiche, controlli  e monitoraggio dell’aria oltre che nelle normali ore di attività giornaliera, concentrandole soprattutto nelle varie ore notturne. 

Ma cerchiamo di capire come stanno le cose a livello normativo: 

Le norme sullo scarico dei fumi diventano sempre molto più stringenti in quanto il controllo e la consapevolezza su quanto sia importante preservare l’ambiente si sta facendo strada nella cultura comune e in quella legislativa. Infatti, lo scarico dei fumi, resta un fattore importantissimo da considerare soprattutto quando si sceglie di comprare un determinato tipo di soluzione per il riscaldamento. Sia privati che aziende devono conoscere bene la normativa prima di installare una canna fumaria sulla loro casa o per installare accessori per impianti di aspirazione industriali. Bisogna prendere in considerazione differenti possibilità di installazione della canna fumaria: gli obblighi da seguire e il tipo di abitazione su cui è possibile installarle altre no. Stesso discorso anche per le aziende in merito agli impianti industriali da installare.

Coloro che vogliono installare una stufa per esempio – parliamo dei privati che vogliono emettere dei fumi – si devono rifare alla norma UNI 10683 e in modo particolare, devono essere in grado di garantire la tenuta dei fumi in modo da limitare la condensa. Si devono anche tenere sotto controllo combustione e condense e preoccuparsi che lo scarico dei fumi che venga fatto nella giusta direzione. Questa particolare normativa disciplina anche le distanze e le misure dello scarico. Lo scarico deve avere un andamento verticale con una possibile deviazione non superiore ai 45 gradi. Infine – è bene precisare – deve essere distanziato da materiale infiammabile o combustibile e possedere una sezione interna.

Emissione di fumi in atmosfera, le norme delle attività produttive e industriali

Questo particolare settore è disciplinato dal decreto legislativo 152 del 2006 chiamato “Testo unico ambientale”. In questo particolare decreto si fa riferimento a tutte le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per impianti industriali e attività produttive artigianali. Esiste, infatti, l’obbligo di certificare l’autorizzazione all’emissione dei fumi. Esistono diversi tipi di autorizzazioni a seconda del tipo di attività esercitata. L’ autorizzazione può essere semplificata per una serie di attività produttive che possono richiedere direttamente informazioni alla provincia. Poi ci sono le specifiche autorizzazioni che invece, richiedono una serie di adeguamenti e di permessi specifici dati dall’ente regionale. In generale, la normativa di riferimento va a disciplinare la tutela del bene e preserva l’ambiente dalle emissioni. In caso di violazioni si va incontro a una violazione del Codice Penale in materia ambientale.
Ancora molto c’è da fare per quanto concerne la normativa in materia che spesso è anche supportata soprattutto da sentenze specifiche. Un’altra norma che va a disciplinare l’emissione in atmosfera, è il decreto legislativo 183 del 2017 che va attuare la Direttiva dell’Unione Europea 2015/2193. In generale, bisogna rispettare dei valori limite di emissione, le prescrizioni di impianti gestionali da tenere e poi una serie di procedure volte a definire i criteri localizzativi in base alla presenza di determinati ricettori sensibili nei pressi dello stabilimento. Vanno poi tenuti sotto controllo i criteri e le procedure, volte a definire al massimo e a tenere sotto controllo ad esempio, le emissioni odorigene. La normativa specifica, prende in considerazione anche le portate massime e le concentrazioni massime di emissioni che è possibile lanciare.

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