The news is by your side.

La Domenica Delle Palme come simbolo di speranza e rinascita

Oggi 29 Marzo si celebra l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questo giorno da’ inizio alla settimana Santa ovvero quei giorni che precedono il triduo Pasquale e la passione di nostro Signore Gesù, il Cristo.La Gerusalemme di quei tempi viveva fortissimi conflitti interni dovuti non solo alle predicazioni di Gesù anche contro i capi del Sinedrio, ma da scontri interni tra ebrei e romani.

Gli zeloti, veri e propri combattenti, cospiravano ogni giorno per la lotta agli invasori.I capi del Sinedrio invece, coloro che facevano parte del consiglio superiore ebraico, detenevano il potere politico, giudiziario e religioso. Essi si sentivano  direttamente attaccati dai sermoni che Gesù teneva ovunque, tanto da temere che il popolo, che acclamava “il Nazareno” come il Salvatore, il Messia, potesse togliere loro la posizione di privilegio della quale godevano.

E’ in questo stato di cose che Gesù entra a Gerusalemme, osannato dal popolo per le sue parole di salvezza, per i segni miracolosi, colui che li avrebbe liberati, non dai romani, come molti pensavano, ma dalla morte.

Gesù entra nella città sul dorso di un asino, simbolo di mitezza,all’epoca  il popolo lo acclama con rami di palma, da qui il nome della Domenica delle Palme. In Italia essa è stata sostituita da rami di ulivo come segno di pace e rinascita. L’Ulivo è anche legato all’inizio temporale della Passione di Gesù, quando proprio nell’orto degli ulivi viene arrestato. Qui ha inizio la sua estrema sofferenza fisica e morale.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna al figlio di Davide!

Mentre il popolo lo acclama con questi versi, Gesù in cuor suo sa che l’Agnello sta per essere condotto al macello, ma è mite il suo atteggiamento, è deciso a fare la volontà del Padre, nonostante il suo essere umano sia colto da angoscia, dolore e paura per ciò che dovrà accadere.

Non è noto se i suoi 12 amici stavano comprendendo il corso degli eventi insieme al loro amato maestro. Difficile cogliere , percepire i sentimenti di un uomo venuto al mondo per predicare l’amore tra le persone, l’amore per il Padre celeste, un uomo rifiutato dal suo stesso popolo che nonostante attendesse il Cristo, non lo riconobbe in Lui rifiutandolo a tal punto da metterlo in croce.

Prima dell’ingresso nella città, Gesù guarda la sua Gerusalemme e piange per essa, consapevole di ciò che vivrà e dimostrando un profondo amore per il suo popolo.

L’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme permea di gioia inarrestabile. Essa si contrappone al silenzio dell’inizio della settimana Santa e ci invita a riflettere sulla natura del Regno di Dio, basato sul servizio e sull’amore per l’altro e non sulla forza.