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Aumenti A24, Sdp: “congelati per nostra decisione, attendiamo però l’approvazione del Piano economico del governo entro luglio”

Redazione – Strada dei Parchi, dunque accogliendo una richiesta del Ministero Infrastrutture e Trasporti, come noto  ha congelato  gli aumenti dei pedaggi i cui importi resteranno bloccati fino al 31 agosto. Si tratta di una decisione unilaterale che blocca l’incremento del 19% previsto dal decreto del 31 dicembre 2018. Strada dei Parchi ha preso atto dell’impegno del Ministero dell’Infrastruttura e Trasporti perché si arrivi all’approvazione del Piano Economico Finanziario entro il luglio prossimo con il coinvolgimento di tutte le autorità competenti.
SDP ha ottenuto che siano resi disponibili le risorse necessarie per l’immediato avvio della messa sicurezza antisismica come fissato dalla legge 228 del 2012. Con un primo programma di interventi da sviluppare in tre anni.
L’annuncio del ministero con un comunicato ufficiale che dopo aver annunciato il blocco dei rincari dei pedaggi per altri due mesi estivi sottolinea come: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando da mesi al dossier e che “ha chiesto e ottenuto dal concessionario Strada dei Parchi il blocco dei rincari dei pedaggi nelle more della definizione del nuovo Piano economico finanziario, atteso da cinque anni, nel corso dell’estate”.
Nella nota del ministero si sottolinea poi come “Il Mit, sensibile alla tutela degli utenti che viaggiano sulle due autostrade tra Abruzzo e Lazio, si è impegnato, insieme al Mef, affinché si
arrivi entro luglio alla definizione del Piano Economico Finanziario, in accordo con le deliberazioni
dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe, e contestualmente alla predisposizione di un piano finanziario di convalida per l’esecuzione di opere di messa in sicurezza sismica, per un importo pari a circa 700 milioni di euro coperti da contributi pubblici”.
Ricordiamo come si era arrivati al decreto dei ministeri MIT e MEF del 31 dicembre 2018 che autorizzava l’aumento pedaggi del 19%, congelandone gli effetti fino a giugno. L’aumento delle tariffe di cui si parla in questi giorni è formato da due parti. La prima pari al 5,2% è la quota riconosciuta dal MIT per le attività svolte nel 2018 dalla concessionaria. Mentre la restante parte del 14,8% circa è da attribuirsi a precedenti impegni assunti e non rispettati dai governi precedenti, per gli anni 2014-15-16, che una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto alla Concessionaria.

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