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Giornata mondiale del DNA, al Bambin Gesù la genetica rivoluziona diagnosi e cure pediatriche

ROMA – Nuovi geni malattia identificati, diagnosi più precise grazie alle indagini genetiche e terapie innovative per tumori e malattie autoimmuni: è il quadro della “rivoluzione genetica” tracciato ieri dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in occasione della Giornata mondiale del DNA.

La ricorrenza, che celebra la scoperta della struttura a doppia elica del DNA da parte di James Watson e Francis Crick, è stata l’occasione per fare il punto sui progressi della genetica, sempre più centrale sia nella ricerca di laboratorio sia nella pratica clinica.

Negli ultimi anni, spiegano dall’ospedale, la genetica ha compiuto passi significativi: dalla scoperta di nuovi geni responsabili di malattie rare alla possibilità di individuare patogeni difficili da diagnosticare con metodi tradizionali, fino allo sviluppo di terapie geniche sempre più mirate. Innovazioni che stanno cambiando in profondità l’approccio alla medicina pediatrica, aprendo nuove prospettive di cura anche per i casi più complessi.

“La rivoluzione genetica rappresenta un passaggio fondamentale per migliorare la comprensione e la cura delle malattie pediatriche”, ha dichiarato Andrea Onetti Muda. “Identificare un gene è solo il primo passo: da lì nasce la possibilità di sviluppare terapie sempre più mirate grazie all’innovazione continua in biologia e informatica”.

Alla base dei risultati raggiunti, ha sottolineato il direttore scientifico, c’è il dialogo costante tra ricerca e clinica: un modello che consente di trasformare rapidamente le scoperte scientifiche in applicazioni concrete per i pazienti. Un lavoro reso possibile anche dalla collaborazione con numerosi centri nazionali e internazionali.

“La ricerca è condivisione – ha concluso Onetti Muda – ed è grazie a queste reti che possiamo offrire nuove possibilità di cura anche ai bambini con patologie più complesse”.