The news is by your side.

Parco di Centocelle, firmato il patto di collaborazione: i cittadini tornano protagonisti

roma – Un passo importante verso la piena restituzione del Parco di Centocelle alla città. La scorsa settimana il Comitato per il Pratone di Torre Spaccata ha firmato il patto di collaborazione per contribuire alla gestione della futura Casa del Parco, che sta sorgendo nell’area un tempo occupata dalla cosiddetta “Baciocchina”, l’ex pompa di benzina attiva dagli anni Sessanta all’incrocio tra via Palmiro Togliatti e via Casilina.

Per le cittadine e i cittadini del quadrante orientale della Capitale si tratta di un risultato atteso da decenni. Il Parco di Centocelle, istituito oltre trent’anni fa, è stato infatti vissuto per lungo tempo in una condizione di incompiutezza, tra degrado, roghi, rifiuti interrati e occupazioni improprie. La nascita della Casa del Parco rappresenta oggi un segnale concreto di cambiamento, ma anche l’esito di una lunga stagione di mobilitazioni civiche.

Tra le richieste ancora aperte, il comitato sottolinea la necessità di aprire i fondamentali ingressi lato via Papiria, via di Centocelle e all’incrocio con viale dei Romanisti, oltre alla realizzazione di un accesso ciclopedonale adeguato per il quartiere Centocelle. Centrale anche la richiesta di riportare alla luce le ville romane sepolte e di completare gli interventi di sgombero e demolizione delle aree precedentemente occupate da attività di autodemolizione.

L’adesione al patto di collaborazione viene rivendicata come una scelta politica precisa: uno strumento di amministrazione condivisa dei beni comuni che può funzionare solo se l’ente pubblico continua a garantire impegno politico ed economico, senza scaricare interamente sui volontari il peso della gestione. Al centro resta la richiesta di uno spazio realmente pubblico e accessibile all’interno del parco, pensato per la cittadinanza.

Pur riconoscendo il lavoro svolto per l’attuazione degli investimenti, il comitato rivendica con forza il ruolo determinante delle lotte portate avanti dalla società civile per la tutela di diritti costituzionali fondamentali, come quello alla salute, a un ambiente salubre e alla fruizione dello spazio pubblico, spesso messi a rischio negli anni passati.

Nel mirino anche le scelte urbanistiche della Capitale, segnate – secondo i promotori – da un PRG obsoleto e da una progressiva rinuncia al verde pubblico in favore di interessi privati. Una tendenza che, a Roma Est, ha reso la mobilitazione dal basso una condizione necessaria per ottenere servizi e diritti.

A Torre Spaccata, l’obiettivo resta ambizioso ma chiaro: ricostruire la continuità ecologica e archeologica tra il Pratone e il Parco Archeologico di Centocelle, dimostrando che un’altra idea di città è possibile. Un traguardo che, come ribadiscono i cittadini, passa soprattutto dalla partecipazione attiva e dalla difesa del territorio.

Il messaggio finale è netto: “Il Pratone R-esiste: basta cemento”. Un’affermazione che riassume anni di battaglie e una visione di città fondata su ambiente, diritti e beni comuni.