VICOVARO – Una comunità raccolta, partecipe e profondamente legata alle proprie tradizioni religiose ha celebrato ieri, sabato 17 gennaio 2026, la festa del santo patrono Sant’Antonio Abate, figura amatissima della spiritualità cristiana e simbolo di fede, silenzio e ascolto interiore.
La solenne celebrazione eucaristica, svoltasi nella chiesa parrocchiale di Vicovaro, è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Tivoli e di Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani, alla presenza delle autorità civili e istituzionali. Hanno partecipato alla liturgia anche i commissari prefettizi del Comune con la dottoressa Laura Mattiucci, (Vice Prefetto aggiunto) presente con la fascia tricolore, a testimonianza del forte legame tra la comunità religiosa e quella civile.
Nel corso dell’omelia, il vescovo Parmeggiani ha offerto ai fedeli una riflessione intensa e profonda sul significato autentico dell’essere cristiani, prendendo spunto proprio dalla figura di Sant’Antonio Abate, padre del monachesimo e uomo del silenzio.
«Sant’Antonio Abate – ha sottolineato il presule – ci invita a riscoprire il silenzio affinché Dio parli al nostro cuore e si realizzi quell’incontro con Lui che è alla base dell’essere cristiano». Un richiamo forte e attuale, in un tempo segnato dal rumore e dalla distrazione continua.
Parole che hanno toccato il cuore dell’assemblea quando il vescovo ha ricordato che la fede non si esaurisce nei gesti esteriori:
«Non siamo cristiani perché da sempre veniamo in chiesa, perché festeggiamo Sant’Antonio, perché facciamo celebrare qualche Messa o facciamo benedire i nostri animali. Siamo cristiani se tra noi e Dio viviamo un rapporto di intimità, di dialogo, di ascolto della sua Parola, e questo può avvenire solo nel silenzio».
Una riflessione accolta con attenzione e partecipazione dai numerosi fedeli presenti, che hanno vissuto la celebrazione come un momento di autentica spiritualità e di rinnovata consapevolezza del valore della tradizione religiosa.
La festa di Sant’Antonio Abate rappresenta da secoli per Vicovaro non solo un appuntamento liturgico, ma un’occasione di unità comunitaria, in cui devozione popolare, identità storica e vita civile si intrecciano in un unico sentimento di appartenenza.
La celebrazione ha restituito con particolare forza il senso più profondo della ricorrenza: non solo la memoria del santo, ma l’invito a riscoprire una fede vissuta nel quotidiano, fondata sull’ascolto, sulla preghiera e sull’incontro personale con Dio.
Un momento di grazia e riflessione che ha confermato, ancora una volta, quanto la tradizione religiosa continui a rappresentare un pilastro vivo nella storia e nella vita della comunità di Vicovaro.