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Tumulti di prima estate ad Avezzano: cade l’amministrazione De Angelis

La maggioranza messa in minoranza dall'opposizione. Bocciato il bilancio e approvata la sfiducia nei confronti della Presidente del Consiglio Iride Cosimati

Avezzano. Il sindaco De Angelis cade politicamente sul bilancio e perde la fascia tricolore. Il consiglio comunale, dopo aver sfiduciato il presidente del consiglio Iride Cosimati, ha votato contro il bilancio, scrivendo di fatto la parola fine all’amministrazione De Angelis. “Sono sereno”, ha commentato il primo cittadino, “avevo preso l’impegno di fare queste cose e molte sono state fatte. Il tempo permetterà di dare un giudizio. Non si può andare oltre all’impossibile. Mi guardo allo specchio la sera e questo mi porta a dire che potrò girare a testa alta perché sono venuto a risolvere tante rogne create da persone che sono qui da 15 anni. La partita non è sconfiggere il sindaco”. Opposizione e civici hanno dettato la linea anche sul rendiconto di bilancio. Al momento della votazione, infatti, la maggioranza è andata sotto e il rendiconto non è stato approvato. In aula non è mancata la tensione, soprattutto per la presenza di numerosi cittadini che lamentavano le multe eccessive per il t-red. Grida a non finire da parte degli utenti che hanno dovuto intraprendere azioni legali per non pagare il conto al comune per il semaforo di via XX Settembre. In molti hanno gridato “Avezzano è libera”. @andrearosati

Il consiglio dell’8 giugno è sicuramente destinato a rimanere negli annali della storia politica e amministrativa della capitale marsicana. Una nuova maggioranza che si è formata nel contempo delle varie azioni e trasformazioni politiche che hanno connotato quella che verrà ricordata come la legislatura dell’anatra zoppa. Iniziata male e finita peggio. Ed ora dopo il consiglio prende il via tutta una procedura burocratica che prevede in relazione alla mancata approvazione del bilancio la pronuncia di scioglimento del Consiglio Comunale. Un provvedimento che deve essere emesso dal Prefetto della Provincia dell’Aquila. Fino ad allora il sindaco resta ancora nelle sue funzioni pro-tempore e lo sarà fino all’insediamento del Commissario Prefettizio successivamente nominato. Sarà dunque lo stesso commissario che inizialmente è denominato “Prefettizio”, nelle more dell’approvazione del decreto del Presidente della Repubblica, e successivamente sarà il Commissario Straordinario che condurrà Avezzano a nuove elezioni. In questi giorni “critici” pertanto l’amministrazione avrà funzioni meramente rivolte al cosiddetto disbrigo degli affari urgenti. Il Sindaco può emettere ancora ordinanze. La caduta sul bilancio è diversa dalle dimissioni in massa da parte dei consiglieri comunali in carica, cosa che potrebbe tralaltro anche avvenire nelle prossime ore proprio per “velocizzare” la fase di transizione. Un obiettivo di natura politica. Ma se non avvengono dimissioni, al momento tutti coloro che rivestono cariche le mantengono fino a pronuncia del Prefetto. Il presidente del Consiglio Comunale, o il consigliere anziano in questo caso poichè la sfiducia è immediatamente esecutiva, dovranno trasmettere una comunicazione urgente in Prefettura, e per dovere di informazione anche alla intera città. Ma potrebbero esserci ancora i tempi per un nuovo colpo di scena? Il condizionale è d’obbligo, e la politica se da un verso è l’arte del possibile, la burocrazia, e le normative invece sono una certezza. Il problema oltre che procedurale è politico. E’ la fine di un percorso iniziato con il fenomeno dell’anatra zoppa e che si è particolarmente vivacizzato con diversificazioni periodiche della maggioranza. Un pò ci ha messo le mani la politica per rendere concreto ciò che in precedenza nemmeno poteva essere immaginato. Ed ora quando le nuove elezioni? Anche in questo caso non vi sono al momento certezze, se il governo stabilità una data per elezioni amministrative in Novembre sarà quella la prima consultazione utile e non si dovrà attendere la primavera prossima. E gli scenari cambieranno anche in ragione della data del nuovo voto… ammesso che non esca qualche altra soluzione dal cilindro della politica. Ai posteri le ardue sentenze.

 

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