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Trovata a Tivoli abitazione adibita a cura disagi sconosciuta alle autorità, un paziente positivo e 28 sottoposti a tampone

 TIVOLI – Il sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti interviene su un caso particolare che il Comune sta affrontando da un paio di giorni: un’abitazione sconosciuta all’amministrazione che ospita diverse persone disagiate e su cui si sta ponendo l’attenzione del Comune e delle autorità sanitarie e di polizia.

“Si tratta di un caso relativo a un’abitazione utilizzata da meno di tre mesi per ospitare persone in particolare stato di disagio fisico e sociale”, spiega il sindaco, “ignota sino a due giorni fa sia all’autorità sanitaria, sia al Comune e nella quale ieri erano presenti 28 persone. L’abitazione – che si trova all’interno di un terreno agricolo-collinare al confine tra Tivoli e Roma, in via Maremmana Inferiore – non è una casa di cura”, spiega il sindaco, “e nemmeno una casa famiglia o una residenza sanitaria assistita ed è gestita da una onlus romana. Al suo interno si è riscontrato il caso di una persona ricoverata all’ospedale, dove è deceduta dopo due giorni, e risultata positiva al Coronavirus. Si trattava di una persona già affetta da patologie gravi (era ad esempio tracheotomizzato). Ieri mattina un’altra persona ospitata all’interno della casa è stata ricoverata all’ospedale per febbre alta e si aspettano accertamenti in merito”.

Il sindaco Proietti chiarisce che il Comune, dopo essere riuscito a individuare il responsabile di questa casa, ha firmato un provvedimento di diffida, intimando al responsabile di non consentire uscite o ingressi sino all’accertamento sanitario della Asl.

“Ho sollecitato la Asl a effettuare un’ispezione che c’è stata ieri pomeriggio”, spiega ancora il sindaco. “Al termine del controllo è stato disposto un regime di sorveglianza sanitaria e ora nessuno può entrare o uscire da questa casa di via Maremmana Inferiore. Oggi pomeriggio tutti gli ospiti, compreso il responsabile, sono stati sottoposti a tampone per accertarne lo stato di salute e l’eventuale positività al Covid-19”.

Si è avviato, così, il regime di sorveglianza sanitaria, che durerà due settimane, al termine del quale dovrà essere effettuato un nuovo tampone.