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Torna l’era del tartufo bianco, il “tuber magnatum” è vero protagonista alla Locanda del Poeta

Foto: Luca Casciere

Valle del Turano – Il periodo del tartufo bianco inizia da settembre e prosegue fino a tutto Dicembre. Una prelibatezza della tavola italiana che delizia palati e rende piatti unici per sentori e sapori.
Alla Locanda del Poeta, noto ristorante situato lungo la S.S.Turanense in direzione del Lago Turano, ci si appresta dunque a celebrare il tartufo bianco in tutte le sue molteplici potenzialità di utilizzo.

Dai piatti più semplici come l’abbinamento del pregiato tartufo bianco tagliato a scaglie su un uovo al tegamino a kilometro 0, che si può preparare anche tra le mura domestiche come nel caso della chef Iolanda Petricca.

Ma alla Locanda in cucina sono già al lavoro per “progettare” i piatti e realizzarli con l’arte del bello e del buono, la chef Enrica De Rubeis è già in azione. E dunque nel nuovo menù autunnale che sarà reso noto al più presto i con il Tartufo bianco che sarà assoluto protagonista nella tavola della Locanda.

Per info e prenotazioni:

Via Turanense Km. 39+400 – Collalto Sabino (RI) (5,58 km)
02022 Collalto Sabino
Highlights info row image 329 242 8900

Ma cerchiamo di saperne di più sul tartufo Bianco:

 

Il tartufo bianco, scientificamente noto con il nome di Tuber magnatum, è certamente la varietà più nota e apprezzata a livello internazionale di questa specialissima specie di fungo. Si tratta anche della specie più prelibata e costosa di tartufo, utilizzata dai grandissimi chef di tutto il mondo.

E’ un fungo ipogeo, ossia che cresce spontaneamente in ambiente sotterraneo.  Si presenta in diverse forme, da globosa a piatta, ma le numerose depressioni sulla parete esterna (peridio) tendono a fargli assumere un aspetto piuttosto irregolare. Esternamente si presenta liscio al tocco e vellutato, con sfumature che vanno dal crema al giallo ocra, mentre la superficie interna (gleba) è chiara con venature marroni. Inconfondibile ed indescrivibile il suo profumo, che rappresenta il sogno proibito dei buongustai: esso presenta della note caratteristiche, in cui si fondono in un sorprendente originalissimo equilibrio il fiorito aroma del miele, il pungente odore dell’aglio e quell’intenso, selvatico profumo boschivo proprio dei funghi, capace di rievocare immagini di terreni intrisi di pioggia, disseminati di foglie roride ed aghi di pino silvestre.

Il tartufo bianco predilige un ambiente boschivo particolarmente ricco di humus: esso cresce in particolare simbiosi con querce, lecci, salici e pioppi, il cui terreno di coltura presenta elevati quantitativi di calcio ed un tasso di un’umidità costante per buona parte dell’anno.

Crescendo nel sottosuolo, il tartufo è un fungo di difficile reperibilità: per la sua ricerca ci si avvale di cani opportunamente addestrati, che ne riscoprono le tracce grazie al suo caratteristico profumo penetrante e persistente. La raccolta del tartufo, regolamentata a livello nazionale, avviene solitamente da Settembre a Dicembre.

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