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Spunta la truffa sulla votazione scolastica, attenzione ai messaggi whatsapp

Come noto negli ultimi giorni si stanno diffondendo nuove forme di truffa attraverso WhatsApp e altre piattaforme di messaggistica. Si tratta di raggiri particolarmente insidiosi perché non fanno leva su virus o allegati dannosi, ma sulla fiducia personale e sull’uso improprio di funzioni ufficiali dell’applicazione.

Una delle tecniche più diffuse è nota come “truffa della ballerina” (o in versioni simili “vota la figlia di una mia amica”), spesso collegata a un fenomeno ancora più pericoloso: il cosiddetto Ghost Pairing. Ma da questa mattina è stata lanciata la truffa della votazione scolastica.

In sostanza come per la situazione precedente il contatto amico propone di votare per un nipote, per un figlio per una cosa di scuola. Anche qui gioca l’emozione? Chi non vorrebbe sostenere un alunno a scuola con un solo click? No non si deve fare niente. Astenersi da qualsiasi azione. E’ importantissimo, e soprattutto diffidare di tutti i contatti figli e parenti compresi. Purtroppo è così.

Il primo controllo da fare: i dispositivi collegati

Un controllo semplice può aiutare a capire se il proprio account è stato compromesso. Aprendo WhatsApp e accedendo alla sezione “Dispositivi collegati”, è possibile visualizzare smartphone, computer o tablet associati al proprio account.
La presenza di dispositivi sconosciuti o mai autorizzati personalmente è un campanello d’allarme: potrebbe indicare un accesso non autorizzato.

Il meccanismo della truffa: un messaggio che sembra innocuo

La truffa inizia quasi sempre con un messaggio che arriva da un contatto reale: un’amica, un collega, un parente. Il testo è breve e rassicurante e chiede un aiuto semplice, come votare una ragazza impegnata in un concorso di danza o sostenere una candidatura entro poche ore.

Il messaggio contiene una foto e un link esterno. Il sito collegato appare credibile: grafica curata, pulsanti evidenti, linguaggio rassicurante. Per “votare”, però, viene richiesto l’inserimento del numero di telefono e di un codice di verifica ricevuto via SMS o WhatsApp.

È in questo passaggio che avviene la truffa.

Cos’è il Ghost Pairing e perché è pericoloso

Quel codice non serve a esprimere alcun voto. Serve invece a consentire ai truffatori di collegare il tuo account WhatsApp a un loro dispositivo sfruttando la funzione ufficiale di utilizzo su più dispositivi.

Questa procedura, chiamata pairing, è legittima se effettuata dall’utente. Diventa Ghost Pairing quando viene completata a sua insaputa. Una volta collegato, il dispositivo del truffatore può:

  • leggere le conversazioni;

  • inviare messaggi a nome della vittima;

  • contattare amici e parenti per diffondere ulteriormente la truffa;

  • raccogliere informazioni personali utili ad altri raggiri.

Il tutto può avvenire senza segnali immediati, rendendo la frode difficile da individuare.

Le leve psicologiche: fiducia e urgenza

Queste truffe funzionano perché sfruttano due elementi chiave:

  • la fiducia, dato che il messaggio arriva da un contatto conosciuto;

  • la fretta, spesso legata a una scadenza imminente per votare o aiutare qualcuno.

In questo modo si abbassa la soglia di attenzione e si finisce, inconsapevolmente, per consegnare l’accesso al proprio account.

Come proteggersi: poche regole fondamentali

Difendersi è possibile adottando alcune precauzioni essenziali:

  • non inserire mai codici di verifica ricevuti via SMS o WhatsApp su siti esterni;

  • controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati”;

  • attivare la verifica in due passaggi nelle impostazioni dell’account;

  • diffidare di messaggi che chiedono azioni urgenti tramite link.

Chi sospetta di essere già stato coinvolto dovrebbe scollegare immediatamente i dispositivi non riconosciuti, modificare il PIN di sicurezza e avvisare i propri contatti.

Non solo “ballerina”: un fenomeno più ampio

Questo tipo di raggiro rientra in un quadro più vasto di truffe digitali che comprendono phishing, smishing e furti di identità. Cambia la storia raccontata, ma l’obiettivo resta lo stesso: ottenere il controllo di account e dati personali.

Informarsi e segnalare questi tentativi è fondamentale non solo per proteggere se stessi, ma anche per tutelare l’intera comunità digitale.