ARSOLI RM – Ieri pomeriggio emozioni alla Pinacoteca Gianni Zandegiacomi. È lì che, in un’atmosfera intrisa di attesa e di conversazioni sottovoce, si è svolto il quinto appuntamento degli “Incontri della Fenice”, una rassegna che ha ormai il respiro lieve ma deciso delle tradizioni che crescono, si radicano, trasformano.
Protagonista dell’incontro è stato il libro Altrove da me di Roberta Rubini, un titolo che già da solo suggerisce un viaggio, una soglia, la promessa di uno spostamento interiore. E infatti il pomeriggio non si è limitato a una presentazione: è diventato un attraversamento condiviso. Pubblico e autrice si sono incontrati in un dialogo serrato e vivo, come accade solo quando un’opera tocca corde autentiche e ciascuno sente di potervi riflettere una parte di sé. A moderare l’evento lo scrittore Antonio Francesco Perozzi.
C’è stato un momento in cui l’aria stessa, fra le tele della Pinacoteca, sembrava trattenere il fiato: quando una domanda, una digressione, un ricordo evocato dall’autrice hanno trasformato il semplice parlare di un libro nell’esperienza più ampia di riconoscersi “altrove”, ma insieme. È questo, forse, il segreto del successo degli Incontri della Fenice: non permettono allo spettatore di restare spettatore. Lo coinvolgono, lo attraggono dentro il flusso di un pensiero condiviso.
Il sindaco, Gabriele Caucci, ha espresso parole di sincera gratitudine: a Roberta Rubini per aver scelto Arsoli come tappa del suo percorso narrativo; ad Antonio Francesco Perozzi, interlocutore fine e professionale, che come sempre ha saputo accompagnare la conversazione con grazia e profondità; e a tutti coloro che, visibili o silenziosi, hanno contribuito all’organizzazione di un incontro che è parso, a tratti, una piccola cerimonia civile della cultura.
Ora il paese si prepara alla stagione natalizia, con il suo fitto calendario di iniziative promosse dalle Associazioni e dall’Amministrazione Comunale: un intreccio di eventi che promette calore, partecipazione e quella forma di comunità che ad Arsoli si percepisce ancora camminando per le strade, ascoltando l’eco delle campane, incrociando uno sguardo amico.
Gli “Incontri della Fenice”, invece, si congedano per qualche tempo. Torneranno nel 2026, come creature mitiche che sanno quando ritirarsi e quando rinascere. Torneranno per offrire nuove occasioni di scoperta e riflessione, nuovi libri, nuove voci, nuove scintille di senso. Perché un paese che accoglie la cultura non lo fa per consuetudine, ma per necessità: la necessità, profondamente umana, di nutrire lo spirito, interrogare il mondo, riconoscersi nelle parole degli altri.
E allora, lasciando la Pinacoteca mentre scende la sera, resta la sensazione che Arsoli abbia vissuto un altro piccolo rito collettivo: non un semplice evento, ma un gesto di cura verso la propria anima comunitaria. Un invito a tornare, sempre, là dove le parole continuano a creare spazio. Dove la cultura, come una fenice, sa rinascere — e far rinascere.