Riaperta via Tiburtina, l’emergenza rientra: “Ora servono fondi strutturali contro il rischio idrogeologico”
ROMA – Con la riapertura di via Tiburtina la situazione nel quadrante est della Capitale sta gradualmente tornando alla normalità dopo i giorni difficili segnati dall’emergenza maltempo. Le forti precipitazioni hanno provocato l’esondazione del fiume Aniene e del Fosso di Pratolungo, sommergendo ampie aree del IV Municipio e causando disagi diffusi alla viabilità e ai residenti.
Nelle ore più critiche Roma Capitale, in tutte le sue articolazioni operative, insieme alla Protezione Civile e alla Polizia Locale, ha lavorato senza sosta in stretto coordinamento con il Municipio. Un impegno continuo e straordinario che ha permesso di affrontare l’emergenza e avviare rapidamente le operazioni di ripristino.
Le immagini diffuse in queste ore restituiscono la portata dell’evento: strade allagate, aree industriali e residenziali invase dall’acqua, infrastrutture messe a dura prova da un fenomeno di eccezionale intensità.
Non sono mancate, nel dibattito pubblico, osservazioni e critiche sulla manutenzione ordinaria, in particolare sulla pulizia dei tombini. Un tema che viene raccolto come stimolo a migliorare ulteriormente l’azione amministrativa, pur nella consapevolezza che eventi di tale portata superano spesso le capacità di contenimento delle infrastrutture esistenti.
«Da qui si riparte con ancora più determinazione e senso di responsabilità», è il messaggio che arriva dalle istituzioni locali, accompagnato da un appello chiaro al Governo e alla Regione affinché vengano stanziate risorse adeguate e non più rinviabili per la messa in sicurezza del territorio. Il rischio idrogeologico, soprattutto lungo l’asse della Tiburtina, rappresenta una priorità assoluta alla luce dello sviluppo produttivo dell’area e degli investimenti in corso.
L’emergenza rientra, ma resta aperta la sfida della prevenzione: una partita che richiede interventi strutturali, programmazione e un impegno condiviso tra tutti i livelli istituzionali.