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Politica a Carsoli, D’Antonio: “è lacerazione sociale, sindaco arrogante e senza maggioranza: si dimetta”

Il capo dell'opposizione punta il dito sulla molteplicità di dimissioni in seno alla maggioranza originaria

Carsoli – “Dopo le ultime vicende amministrative, con il passaggio di 3 consiglieri del PD, di cui due già assessori, in minoranza e, soprattutto, delle loro dichiarazioni, credo che, come qualcuno ha già evidenziato, vada fatta una profonda riflessione sui perché e sul futuro del nostro Paese.” Così Domenico D’Antonio, capo gruppo di minoranza di Futuro Certo commenta la situazione politica attuale in una nota che così prosegue:

“Ritengo che l’elemento fondamentale su cui concentrarci, a questo punto, non sia più il raggiungimento o meno degli obiettivi, i ritardi immotivati, la mancanza di visione e pianificazione strategica, i tempi biblici di chiusura delle opere, l’inefficienza dei servizi, l’abbandono dei nostri cimiteri, l’incapacità di dare risposte concrete e veloci su problematiche importantissime, ma la frattura evidentissima che la guida della sindaca Nazzarro ha prodotto nel tessuto sociale, partendo dalla stessa ex maggioranza, per arrivare al rapporto con la struttura amministrativa e con i cittadini e tra i cittadini.

Non bisogna dimenticare che abbiamo assistito dapprima alle dimissioni di un assessore seguite dalle dimissioni anche da consigliere, per passare alle dimissioni di un altro consigliere ed ora, addirittura, all’abbandono della maggioranza da parte di 3 amministratori, finora ritenuti asse portante e cardine della stessa.

L’atteggiamento arrogante, rancoroso, vendicativo ha creato un clima di ricattucci e  false ed ipocrite condivisioni; mi sembra, senza esagerare, che i cittadini abbiano quasi timore di esternare pubblicamente ed apertamente il proprio pensiero per paura di ritorsioni. Quanti, nonostante le moltissime occasioni offerte, hanno condannato fermamente la conduzione di questa amministrazione? Si sta, subdolamente, soffocando anche la libertà di espressione. Non esiste più il rispetto dei diritti e del bene comune ma semplicemente una presenza asfissiante, talvolta inopportuna e forzatamente subita, del sindaco; si privilegiano amici e simpatizzanti e si penalizzano gli altri cittadini che, però, dovrebbero avere il coraggio di rivendicare i propri diritti e ribellarsi a questo modo di operare finalizzato esclusivamente a ricercare il consenso con i loro risparmi e con le tasse da loro pagate.

La normalità è diventata, ormai, la vessazione dei comportamenti contrari e la demonizzazione della critica, con molte improvvide cadute anche sul personale.

Come dovrebbe comportarsi un sindaco che ha vinto con appena 19 voti e che ora non ha più il sostegno dei componenti della sua ex maggioranza e, di conseguenza, dei cittadini?

Ecco, un sindaco che rispetta le istituzioni e le regole democratiche, che ama il suo Paese dovrebbe avere un sussulto di dignità ed avere il coraggio di dimettersi rimettendosi al giudizio dei cittadini e non tentare di stiracchiare  fino alla scadenza del mandato con il solo scopo di poter ancora fare qualche  passerella con la fascia tricolore (a proposito neanche a questo simbolo riserva il giusto valore con un utilizzo illegittimo della stessa).

E’ una considerazione che ho già esternato in Consiglio Comunale di fronte alla sfrontatezza di non rispondere ad accuse specifiche,  allo spreco di denaro pubblico, al mancato rispetto delle regole ed alla discriminazione dei cittadini tra privilegiati, che possono chiedere ed ottenere tutto in spregio anche delle procedure e delle regole e cittadini soggiogati, che, al contrario, debbono subire l’arroganza e la supponenza di comportamenti assolutamente inidonei e certamente non equi e rispettosi.

Prima lascia prima si può ricreare un clima di fiducia, di armonia, di collaborazione e di rispetto a tutti i livelli. Ci sono molte competenze e molte persone di spessore che in questi anni sono state relegate o hanno scelto di relegarsi al ruolo di semplici spettatori.

Staremo a vedere se prevarrà la dignità o l’opportunità”