ROMA – Il Quarticciolo, quartiere popolare della periferia est di Roma, è tornato oggi al centro della scena pubblica con la visita di Papa Leone XIV, accolto nel pomeriggio nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo. Un evento atteso da decenni: l’ultima presenza di un Pontefice risaliva infatti al 1980, quando a varcare queste strade fu Giovanni Paolo II.
Il Papa ha scelto di incontrare un quartiere segnato da fragilità profonde, fatto di edilizia popolare nata durante il Ventennio e tornato recentemente alla ribalta delle cronache per una vasta operazione antidroga. Un contesto difficile, ma anche una comunità viva, che ha risposto con canti, striscioni e parole di incoraggiamento: “È giusto che tutti abbiano una casa”, “Daje Papa Leone, sei un grande”.
Accolto dal cardinale vicario Baldo Reina e dal parroco padre Daniele Canali, Leone XIV si è fermato soprattutto con i bambini. Sono state le loro domande, dirette e senza filtri, a orientare il cuore della visita: il male, la guerra, la droga. «Il male esiste – ha spiegato – ma più forte è il bene. Qui vedo una luce che nasce dall’amore».
Sul tema della droga, piaga che colpisce anche il Quarticciolo, il Pontefice ha usato parole nette: rifiutare ciò che distrugge e scegliere ciò che fa bene. «Dire sempre no alla droga e sì alla vita, alla salute. Ma soprattutto essere maestri del bene con la testimonianza, perché è l’esempio che aiuta davvero i ragazzi».
Lo sguardo di Leone XIV si è poi allargato oltre il quartiere, fino agli scenari internazionali. La guerra, tornata drammaticamente attuale in Medio Oriente, è stata al centro di un appello accorato. «La violenza non è mai la scelta giusta. Siamo chiamati a essere annunciatori di pace, a rifiutare la tentazione di fare del male all’altro».
Il Papa ha ricordato i bambini vittime dei conflitti, privati di casa, famiglia, scuola. «È una tragedia che esiste in mezzo a noi», ha detto, citando esplicitamente Gaza come simbolo di un’infanzia spezzata.
Dal Quarticciolo, periferia ferita ma non rassegnata, Leone XIV ha lanciato infine un invito chiaro: diventare promotori di riconciliazione e dialogo, scegliendo ogni giorno il bene come risposta al male. Un messaggio che, in un quartiere spesso raccontato solo per le sue ombre, oggi ha trovato ascolto e dignità.