LA STORIA DI PAGANICO SABINO
Dopo la pubblicazione sui giornali on line delle storie dei vari paesi della Valle del Turano, mi sembra opportuno pubblicare ora quella di Paganico Sabino, il comune nel quale ho avuto l’onore e il piacere di fare il sindaco per dieci anni, tratta dai soliti siti internet e da alcune pubblicazioni locali in mio possesso:
STORIA
Alcune tracce della presenza di comunità organizzate nel territorio di Paganico Sabino sono riconducibili già al III° sec. avanti Cristo, in epoca pre-romana.
Un rinvenimento in prossimità del Monte Cervia, avvenuto a metà degli anni ’90 ad opera dei volontari della Pro-Loco di Paganico, sulle tracce delle ricerche svolte dall’arch. Enrico Bonanni, fa pensare alla probabile esistenza di un “area sacra”. I ritrovamenti sono relativi a materiali in terracotta riconducibili a tipologie votive già ampiamente attestate nei luoghi di culto dell’area centro-italica.
Quanto rinvenuto è stato reso pubblico nel 1997, in occasione della I° Settimana Provinciale della Cultura, attraverso una esposizione di pannelli iconografici e con la pubblicazione: “La Valle del Turano: sulle tracce dell’Antico” a cura della dott.ssa Giovanna Alvino.
Non si esclude l’origine romana del paese per alcune tracce di tale presenza nella zona (col nome paganicum venivano chiamati anche i luoghi in cui erano presenti rovine di età romana). Infatti, poco distante dal borgo, nelle vicinanze del fiume Turano, si trova la “Pietra Scritta”, il monumento sepolcrale della famiglia dei Muttini che si può datare tra gli ultimi anni della Repubblica e la prima età imperiale e più precisamente nella seconda metà del I secolo a.C.
Il paese è uno dei più antichi della Valle del Turano, già documentato nell’852 (Regesto Farfense). Nel documento 311 dell’anno 873 viene nominato un “casale de Paganeco” e nell’anno 876, documento 317, si parla di habitatores in Massa Torana, villa quae Vocatur Paganecum”.
La ricorrenza di termini come villa o casale farebbe pensare ad agglomerati rurali e non ad un centro abitativo complesso. Infatti dalle notizie desumibili dal lessico medievale possiamo affermare che il “casale” era per l’appunto un edificio sufficientemente strutturato a cui facevano capo le attività agricole che si esplicavano nell’ambito territoriale circostante e talvolta era munito di strutture difensive.
In quel periodo i Saraceni saccheggiavano la zona per poi andare in Abruzzo attraverso le valli del Salto, del Turano e il Cicolano con una presenza che dura fino al 915 e con la loro sconfitta a Ponte Buita da parte dei Longobardi.
E così gli abitanti della parte meridionale della Sabina, fuggitivi superstiti alle stragi dei Saraceni, iniziarono nei luoghi più elevati e sicuri la costruzione dei primi castelli e a poco a poco sorsero tutti i paesi della zona.
Passando poi all’epoca medievale, rileviamo che agli inizi del 1300 Paganico entra nella Baronia di Collalto e vi rimane fino all’annessione di tutta la zona sabina all’Italia Unita.
Attraverso i manoscritti delle visite pastorali è possibile ricavare un quadro dei luoghi e dei loro toponimi originali, dalla “Porta Castellana” al fianco della chiesa San Nicola al mulino baronale di “Pian delle Mole”, sottoposto a un intervento di restauro nel 2001 e ben descritto dal ricercatore Gregorio Gumina nel libro del 2017 “Appunti per una storia delle mole baronali di Paganico, Ascrea, Collalto e Marcetelli”.
Inoltre, dal repertorio delle visite pastorali del Vescovo Saverio Marini (1779-1813) troviamo una traccia importante per ricostruire l’aspetto del centro abitato; infatti, citando l’edificio della Chiesa dell’Annunziata, il Vescovo annota “S. Maria è la Chiesa frequentata dal popolo sopra il castello, gli antichi suoi fondi sono uniti alla parrocchiale”.
Il termine castello, già usato dal Marini per indicare il centro abitato della Rocca, nella descrizione dell’insediamento della Chiesa parrocchiale di S. Nicola, apre dunque la strada a fondate ipotesi ricostruttive di un primitivo nucleo centrale, incastellato e fortificato all’interno del quale doveva essere posta la parrocchiale di S. Nicola mentre all’esterno a baluardo era posta la Chiesa dell’Annunziata.
Dopo l’incoronazione di Napoleone a Re d’Italia del 1805 ai sindaci italiani nel 1810 vennero sospese tutti i poteri e le prerogative del Priori, e messe in atto quelle dei “maire” secondo l’uso francese.
L’anno successivo viene eletto maire Giuseppe Mattei al posto di Giuseppe De Bonis di Marcetelli e così Paganico viene dichiarata capoluogo di circondario con frazioni Ascrea, Ricetto e Marcetelli mentre ha una particolarità interessante: in quegli anni solo la Comune di Paganico possiede l’orologio del campanile.
Successivamente anche Collegiove viene aggregato a Paganico. Tutta questa architettura si sbriciola però con la sconfitta di Napoleone e il Congresso di Vienna che provocarono la restaurazione del Governo ecclesiastico nel 1814 (da “Noi della terra de Paganico di Gregorio Gumina”).
Nel 1853, alla vigilia dell’annessione del Reatino all’ltalia Unita, il censimento compiuto nella delegazione di Rocca Sinibalda rilevava a Paganico 816 abitanti.
Fino alla metà del nostro secolo fu un importante centro commerciale, dove convergevano uomini e merci dai paesi vicini, anche per la sua posizione strategica di passaggio fra il Cicolano e l’area sabina e romana mentre da Marcetelli venivano esportati tini, bigonce e botti: prodotti legati alla viticoltura, un’attività largamente praticata anche a Paganico fino a quando la creazione del lago artificiale non ha causato mutamenti climatici tali da rendere problematico questo tipo di coltivazione.
Importante sottolineare che nel 1903 una delibera comunale stabilisce che Paganico accostasse alla propria denominazione la definizione di “Sabino”, sulla scia di quanto è avvenuto a Varco nel 1873.
In questo periodo (1906-1960) si sviluppa un fenomeno interessante e particolare: la Comunità Battista di Paganico Sabino fondata da don Daniele Battisti, prete cattolico poi passato al protestantesimo e che è stato approfondito da Vincenzo di Flavio nel libro “La Comunità Battista di Paganico Sabino” del 2014.
Da notare che il Battisti era riuscito a convertire 20 famiglie a Paganico e 3 a Marcetelli.
Nel 1923, insieme agli altri centri della zona passa dalla Provincia di Perugia e quella di Roma e nel 1927 alla nuova Provincia di Rieti, che nella zona assume la seguente configurazione amministrativa e in cui si inserisce il paese e quelli vicini:
MANDAMENTI amministrativi:
ORVINIO con Collalto, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico Sabino, Petescia, Poggio Moiano, Pozzaglia;
ROCCASINIBALDA con Ascrea, Belmonte, Castel di Tora, Concerviano, Longone, Varco Sabino e altri.
CIRCOSCRIZIONI GIUDIZIARIE (Preture):
Mandamento di ORVINIO con Marcetelli, Paganico, Petescia, Poggio Moiano, Pozzaglia, Licenza;
ROCCASINIBALDA con Ascrea, Castel di Tora, Collegiove, Collalto, Concerviano, Longone, Monteleone, Poggio San Lorenzo, Nespolo, Petescia, Varco Sabino e altri.
UFFICI DEL REGISTRO (Regia Intendenza di Finanza di Rieti):
RIETI con Ascrea, Castel di Tora, Concerviano, Varco e altri;
ORVINIO con Marcetelli, Paganico, Collalto e altri.
UFFICI DISTRETTUALI DELLE IMPOSTE:
RIETI con Ascrea, Castel di Tora, Concerviano, Varco e altri;
ORVINIO con Collalto, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico, Petescia, Poggio Moiano, Pozzaglia.
Con una curiosità, quindi: legame stretto con Marcetelli e gli altri paesi della Baronia e meno con Ascrea, paese dirimpettaio.
Attualmente fa parte dell’VIII Comunità Montana del Turano e della Riserva Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.
MONUMENTI DI INTERESSE
- Chiesa di San Nicola del 1300, con un’unica navata e due altari abbelliti da tele del 1800; sul soffitto è stata realizzata nel 1935 un’opera pittorica da Carlo Cavallari;
- Sale di San Nicola che ospitano una esposizione di arredi liturgici antichi e arnesi della civiltà contadina.
- Chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione risalente al 1398. Nel corso di un restauro promosso dall’UE sono stati scoperti altri cicli pittorici.
- La Pietra Scritta: enorme lapide romana del primo secolo a.C., scolpita su un masso erratico. L’epigrafe funeraria porta il nome del defunto Publio Muttino.
MANIFESTAZIONI FOLKLORISTICHE E CULTURALI
- 1° maggio: Rievocazione dell’antico rito del “Kalennémaju Paganichese” con immersione di tre gherigli di noci in un bicchiere di vino mentre si recita in maniera beneaugurante: “San Felippu e Jacu, faccio a Kalennémaju: se moro affonno, sennò retorno” e successiva “Sagra dei Vertuti”: zuppa di legumi e cereali aromatizzata con timo selvatico e condita con olio d’oliva della Sabina con aggiunta di altri prodotti.
- La Moresca di Paganico Sabino: tradizionale rappresentazione storica e teatrale di un dramma danzato che rievoca il conflitto tra Cristiani e Mori, caratterizzato da combattimenti con spade di legno e costumi colorati. E’ stata riproposta dopo decenni di interruzione grazie al lavoro di ricerca locale e alle testimonianze degli anziani, rappresentando un importante momento di folklore e identità culturale per il paese.
- Sagra delle Sagne Strasciate: un evento gastronomico tradizionale che si tiene solitamente a fine luglio, celebrando un piatto di pasta fatta in casa (sagne strappate a mano) e condita con sugo di funghi porcini locali. L’evento, organizzato dalla locale Pro Loco, include stand gastronomici, musica e folklore.
- Ballo della Pantasima. La “Pantasima” si sostanzia in una struttura leggera di canne foderata di carta dalle dimensioni che tendono al gigantismo (quasi il doppio di quelle della misura umana). Viene ballata in agosto, anche per molto tempo, con movimenti e piroette anche in posizione di forte inclinazione dei fantocci, sul ritmo musicale del “saltarello” che alla fine vengono bruciati mentre si fanno volare dal corpo umano.
- Fiera di San Giovanni e Festa di Maria Santissima sempre in agosto.
TERRITORIO
Il centro abitato sorge nella Valle del Turano (Alta Sabina) a un’altezza di 720 m s.l.m., addossato a una ripida fiancata dei Monti Carseolani (Monte Cervia). La superficie comunale è di 9,31 km² mentre gli abitanti sono 161.
Clemente Dominici 02/01/2026