Notte artica a Marsia: primi -20 del 2026 e primato del freddo regionale
Marsia si è svegliata avvolta da un silenzio glaciale e da un primato che profuma d’inverno autentico. Nella notte appena trascorsa, il termometro è sceso fino a meno venti gradi, segnando la temperatura più bassa registrata in regione dall’inizio del 2026. Un dato che non sorprende chi conosce bene questo altopiano incastonato a 1.450 metri di quota, dove il freddo sa essere severo ma affascinante, capace di disegnare paesaggi cristallini e atmosfere quasi nordiche.
La cosiddetta notte artica ha trasformato Marsia in una cartolina d’altri tempi: neve compatta, aria tersa e boschi immobili sotto il cielo stellato. Un freddo intenso che, paradossalmente, ha accompagnato una giornata di grande vitalità, soprattutto sul fronte turistico. La domenica appena trascorsa è stata infatti una delle più partecipate della stagione, con numerose presenze che hanno animato rifugi, strutture ricettive e sentieri innevati.
Un segnale importante per una località che ha scritto pagine significative della storia dello sci regionale. Marsia, un tempo meta sciistica di grido, sta vivendo una fase di graduale ma concreta rinascita. Oggi non punta più soltanto sugli impianti, ma su un’offerta più ampia e sostenibile, capace di valorizzare il contatto con la natura, il turismo lento, le famiglie e gli amanti della montagna in ogni sua declinazione.
Il suo fascino, del resto, non è mai venuto meno. È un fascino discreto, fatto di panorami aperti, boschi di faggio, tramonti infuocati e inverni veri, come quello che sta mostrando il suo volto più rigido in questi giorni. I meno venti gradi non sono soltanto un dato meteorologico: sono il simbolo di un’identità forte, di una montagna che sa ancora sorprendere e attrarre.
Marsia riprende quota, lentamente ma con decisione, sospinta dal suo clima estremo, dalla sua storia e da una rinnovata attenzione turistica. E mentre il gelo stringe la notte, di giorno la località torna a vivere, confermando che anche nel cuore dell’inverno più duro può battere un’energia nuova.