The news is by your side.

Morte del gatto di Colleferro, Gatti del Giovenzano respinge le fake news e denuncia le responsabilità collettive

COMUNICATO STAMPA  – Per alcune persone, Cesare vale più da morto che da vivo.
Soprattutto ora che il presunto responsabile dei maltrattamenti da lui subiti è stato
segnalato alla Procura fornendo un comodo capro espiatorio che possa sviare l’attenzione
dalle responsabilità collettive che hanno condotto alla morte del gatto.
L’associazione Gatti del Giovenzano, l’unica ad essersi attivata nel soccorrerlo e nel
denunciarne il maltrattamento, deplora il modo in cui è stata pubblicata il 5 marzo la notizia
dell’individuazione del presunto responsabile. Non solo l’associazione, unica a conoscere
la realtà dei fatti, non è mai stata contattata e nemmeno citata da chi ha pubblicato tale
notizia, ma sono presenti diverse imprecisioni che hanno portato alla diffusione di fake
news addirittura da parte del ministro Salvini, il quale dichiara che il gatto sarebbe stato
“ucciso a calci su un treno a Roma”.
Spiega la co-vicepresidente Agnese Pignataro: Personaggi ed organi di informazione che
non avevano mostrato nessun interesse quando avevamo inviato i nostri comunicati
stampa in merito alla denuncia prima e alla morte di Cesare poi, ora si sono precipitati a
parlare della persona indagata e la rete è invasa da centinaia di commenti forcaioli contro
quest’ultima.
Le cose sono molto più complesse di come sono state raccontate. È emerso infatti che
altre aggressioni erano state già segnalate sui social da una cittadina di Colleferro nel
dicembre 2024, senza che nessuno prendesse alcun provvedimento, né il Comune, né i
Carabinieri né le associazioni animaliste di Colleferro che, ricordiamolo, collaborano con il
Comune.
La stessa situazione si è presentata il 17 gennaio scorso (e non il 27, come erroneamente
riportato dal Messaggero ed altri media): in quella data la stessa persona scrive sui social
di avere avuto notizia di nuovi maltrattamenti. Il gatto scompare e seguono 10 giorni di
silenzio in cui nessuno agisce, neanche le Guardie Zoofile Kronos di Colleferro, le quali si
limitano a ripubblicare tale post sulla propria pagina Facebook con un richiamo generico
alla legge contro il maltrattamento di animali.
Io per caso ho assistito da lontano alla scena del 17 gennaio, – spiega Maria Ysabel Jara
Gallegos, membro del Consiglio Direttivo di Gatti del Giovenzano – ma non sono di
Colleferro e mi aspettavo che gli abitanti e le associazioni locali si muovessero per
ritrovarlo. Quando mi sono resa conto che non era stato fatto nulla e che il gatto non era
ancora riapparso, sono andata immediatamente a sporgere denuncia. Come per magia,
Cesare è riapparso il giorno dopo, in un trasportino, sporco dei suoi bisogni e di resti di
cibo. Due socie di Gatti del Giovenzano portano immediatamente Cesare alla Clinica
Veterinaria Roma Sud. Il quadro clinico si presenta gravissimo. Il suo organismo, già
indebolito dalla vita in strada e dai maltrattamenti, è crollato per la mancanza di cure
avvenuta nei 10 giorni in cui il gatto è scomparso, trascorsi in un luogo ignoto, ma di sicuro
presso qualcuno che ha ritenuto di saper curare Cesare senza consultare un veterinario.
Dieci giorni in cui, come risulta chiaro dai referti medici della Clinica che lo ha avuto in
cura, il gatto non è stato alimentato, e che ne hanno di fatto causato la morte.
Il referto infatti evidenzia:
– impossibilità a mantenere l’equilibrio,
– gravi lesioni alla bocca e al muso,
– forte stato disidratazione,
– grave insufficienza renale, epatopatia grave con ittero, valori del sangue molto alterati.
Dopo 12 giorni di terapia intensiva, di fronte a un aggravarsi dello stato di Cesare e con
nessuna speranza di miglioramento, con rammarico l’associazione, seguendo il parere dei
veterinari curanti, decide l’eutanasia.
Solo dopo la morte di Cesare e l’invio di un secondo comunicato stampa il sindaco di
Colleferro Pierluigi Sanna pubblica un laconico post promettendo che lo “sportello diritti
animali” che sta per essere inaugurato nella cittadina sarà intitolato “proprio a Cesare”. In
realtà non se ne fa nulla: non solo lo sportello non viene intitolato al gatto ma la stessa
parola “diritti” scompare dalla sua definizione. Quanto alle Guardie Zoofile Kronos,
collaboratrici di lunga data del Comune, la loro reazione consiste nel rimproverare Gatti
del Giovenzano per aver portato Cesare al pronto soccorso invece di “chiamare il 112” o
“inviare loro una segnalazione via mail”.
Non siamo quindi di fronte a una responsabilità individuale. La persona individuata dalle
indagini dei Carabinieri dovrà essere condannata se risulterà colpevole, ma farne un
comodo capro espiatorio omettendo l’inerzia delle istituzioni colleferrine è una cosa molto
grave. Spiace anche constatare la poca solerzia di giornalisti che hanno pubblicato notizie
imprecise arrivate chissà come, senza verificarle, cercare la fonte e controllarne il contesto.
Ora Gatti del Giovenzano, associazione indipendente da qualsivoglia affiliazione
istituzionale o politica, si sta adoperando affinché le Ferrovie dello Stato accettino
l’affissione di una targa in memoria di Cesare presso la stazione di Colleferro. Già più di
1.400 persone hanno firmato una petizione per questo. Finora le diverse mail inviate non
hanno ricevuto nessuna risposta. E da parte delle istituzioni colleferrine, Comune e
associazioni, è di nuovo silenzio.