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Modifiche sugli esami di Stato, docenti e genitori scrivono al Ministro Bianchi

Roma – Docenti e genitori si rivolgono al Ministro prof. Patrizio Bianchi sul delicato tema degli esami di stato. Riportiamo integralmente il testo della Lettera aperta:

“Signor Ministro,

siamo docenti e genitori decisi a scriverle a seguito delle insistenti notizie su una probabile modifica dell’esame di Stato, che da provvisoria potrebbe diventare anche permanente.

Nel rispetto delle reciproche competenze, con questa lettera vogliamo esprimerle le nostre perplessità. Premettiamo subito che non ci sentiamo nostalgici difensori dello status quo. Tutt’altro. Pensiamo che la scuola abbia bisogno di una riforma coraggiosa e pensata. Ci opponiamo però a riforme dettate da logiche e interessi che poco o nulla hanno a che vedere con il compito primario della scuola, che è e può essere solo quello di accompagnare i giovani nel conseguimento di una piena maturità culturale, personale e sociale. Proprio perché siamo interessati al bene degli studenti come futuri cittadini, ci opponiamo a progetti di riforma che sembrano ispirati solo da una logica del rinvio delle questioni e delle responsabilità; quasi che la scuola sia una sorta di limbo dove parcheggiare i giovani, per poi scaricarli, senza i necessari strumenti culturali, nel bel mezzo della vita.

Le chiediamo perciò:

  • che senso ha illudere i giovani studenti escogitando percorsi facilitanti, volti a evitare l’impatto con le difficoltà che si presentano, quando tutti sappiamo che nella società postindustriale il livello di complessità delle situazioni è aumentato e non diminuito?
  • Non ritiene che l’introduzione di ulteriori forme semplificate dell’esame di Stato, tanto più che queste non trovano giustificazione nell’emergenza attuale, che al momento in cui le scriviamo sembra ancora sotto controllo, contenga l’implicito messaggio che la difficoltà debba essere aggirata e non affrontata e che ciò rappresenti un pericolo devastante per la formazione dei giovani e per la vita della nostra società?

Non riusciamo sinceramente a capire come questo messaggio possa conciliarsi con l’affermazione, più volte e a più livelli ribadita, della fondamentale e necessaria acquisizione di competenze e conoscenze, chiave d’accesso indispensabile per ruoli da protagonisti nella società attuale e futura. Non possiamo permettere a nessuno di rubare il futuro ai nostri giovani.

Per questi motivi le chiediamo di restituire all’Esame di Stato la sua importante funzione di momento finale di verifica del percorso formativo scolastico e di passaporto per una partecipazione responsabile e fattiva delle giovani generazioni che, come richiede la Costituzione, “concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4).

Cordialmente