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Il maestro Jacopo di Arsoli fu tra i pittori degli affreschi del quattrocento alla Madonna dei Bisognosi

I più antichi e suggestivi dipinti del Santuario Maria Ss. dei Bisognosi in Pereto, sono ad opera del maestro Jacopo di Arsoli

Redazione – In relazione alla precedente pubblicazione dal titolo: “Madonna dei Bisognosi a Pereto, i primi affreschi trecenteschi del Santuario dipinti da un pittore di Arsoli”

abbiamo approfondito ulteriormente le ricerche circa la figura del pittore arsolano che all’epoca storia fu uno dei primi autori dei prestigiosi affreschi conservati all’interno del Santuario. Detti affreschi vengono attribuiti a quattro distinti artisti. Si possono ammirare uscendo da una piccola porta della chiesa che conduce in una specie di tunnel, le cui pareti e la volta sono decorate con pitture molto rovinate e ormai quasi scomparse. Sulla sinistra si vede ancora un Gesù flagellato e a destra quel che resta di una scena molto corrosa della quale si intuiscono alcuni personaggi. Poco oltre, sulla sinistra, si è conservata una bella immagine della Madonna in trono con Bambino e santa Caterina. Sulla volta sono affrescati gli Evangelisti. La galleria si affaccia nella grande sala affrescata che è il vero cuore del monumento. Sulla destra si apre un altro tunnel adibito a cappella con altare. Anche qui la volta e le pareti sono decorate da affreschi di qualche secolo più recenti dei precedenti. La sala grande in origine era interamente dipinta. La parete di fondo è la meglio conservata: gli affreschi sono qui costituiti da strati di pitture sovrapposte in periodi successivi, dove frammenti di figure antiche sono in parte coperte da quelle più recenti.

I dipinti più antichi vennero realizzati da Jacopo di Arsoli, un pittore molto attivo nella prima metà del Quattrocento, come testimonia un’iscrizione a caratteri gotici ancora presente nella chiesa. Il suo lavoro venne in seguito raschiato ed in parte coperto, intorno al 1488, da quello di Desiderio da Subiaco con la narrazione delle Storie di Maria, al quale si affiancò un pittore di cui è noto solo il nome, Petrus, che dipinse sulla parete est l’immagine di sant’Anna e quella della Madonna con il Bambino.

Un altro misterioso artista, noto come Maestro di Farfa, dipinse i santi Rocco e Sebastiano sui pilastri interni dell’arco d’ingresso, le Storie di Maria sulla volta ovoidale e quattro episodi della leggenda di Fausto Sivigliano sulle pareti. Di quest’ultimo ciclo oggi si conservano solo due episodi: l’arrivo della mula cavalcata da Maria e Gesù e Fausto che, miracolosamente dopo numerose peripezie, ritrova Procopio.

Nella sala principale, sopra l’ingresso, campeggia la raffigurazioni dell’Inferno e del Paradiso con la rappresentazione di un mostruoso Satana con tre teste e bocche fameliche aperte anche sulle ginocchia, che divora anime peccatrici, notazioni dei vari generi di peccatori con le relative punizioni.

Sulla volta cappella, parte bassa, si legge la seguente iscrizione: “LO …. SA * VERGENS * MARIA * PRESENT …… GNIORE * AIIO TEMPIO * .. VSTA * S * M * … LLO • RITO • EQVSTA • .. APPELL • AFACTA • PENGERE • FRAE • DOMINIC • PLANIMSVA • ET • SOT • BEN EA”

Desiderio da Subiaco fu un artista che firma nel 1486 i dipinti murali della chiesetta di San Sebastiano a Trevi nel Lazio, annessa all’oratorio della Madonna del Riposo poco fuori l’antico abitato. Questo pittore è un interessante caso di attiva curiosità orientata a quanto accadeva intorno, ma non sempre pronta a svecchiare la perdurante tradizione gotica delle aree montane interne. Il nostro anonimo pittore evidenzia una composita formazione, nutrita di pittura umbra su tavola, ad affresco e miniata.

 

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