ROMA RM – Tra le strade consolari che hanno segnato la storia di Roma antica, la Via Aurelia occupa un posto di rilievo come collegamento strategico tra l’Urbe e la costa tirrenica. Oggi importante asse urbano e viario, la sua storia affonda le radici nel III secolo a.C., quando la Repubblica romana avviò un vasto programma di costruzione di infrastrutture militari e commerciali.
Secondo le fonti storiche, la Via Aurelia venne realizzata intorno al 241 a.C. per iniziativa del console Gaio Aurelio Cotta, dal quale prende il nome. L’obiettivo era collegare Roma ai centri etruschi della costa e garantire un rapido spostamento delle truppe verso l’Italia nord-occidentale.
Il primo tratto partiva da Porta Aurelia – una delle aperture nelle antiche mura – e raggiungeva Cerveteri (l’antica Caere), per poi essere progressivamente prolungato fino a Pisa e in epoca imperiale fino a Luna (oggi Luni), ai confini con la Liguria.
La Via Aurelia servì per secoli come corridoio fondamentale per:
il trasporto di merci dai porti tirrenici alla capitale,
il movimento delle legioni dirette verso la Gallia e la Spagna,
lo sviluppo urbano e agricolo delle campagne laziali e toscane.
Lungo il percorso sorsero mansiones, ovvero stazioni di sosta attrezzate, e mutations, punti per il cambio dei cavalli, rendendo la consolare una delle vie più efficienti dell’impero.
Durante l’Impero, la Via Aurelia fu più volte restaurata e ampliata grazie agli interventi dei curatores viarum, gli amministratori pubblici responsabili della rete stradale. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, anche l’Aurelia subì un periodo di declino, ma rimase un’arteria percorsa da pellegrini, viandanti e mercanti, poiché conduceva verso importanti siti religiosi e porti di collegamento con l’Europa.
Nel Medioevo, alcune parti del tracciato originario vennero abbandonate o spostate a causa di frane, allagamenti e cambiamenti del territorio.
Con l’Unità d’Italia e lo sviluppo della rete stradale nazionale, la consolare fu oggetto di profonde trasformazioni. Nel Novecento la Via Aurelia divenne una delle principali arterie statali, oggi nota come SS1 Aurelia, collegando Roma con Civitavecchia, Grosseto, Livorno e la riviera ligure fino al confine francese.
Il tratto urbano romano, che attraversa quartieri come Aurelio e Boccea, è oggi un corridoio densamente popolato e ricco di attività commerciali, ma conserva alcune testimonianze del passato antico, visibili soprattutto subito fuori dal centro abitato.
La Via Aurelia oggi
Oggi la Via Aurelia è:
una via urbana fondamentale per la mobilità cittadina,
un tratto della viabilità regionale e nazionale,
un percorso storico ancora riconoscibile nel paesaggio.
Restauri, deviazioni e ampliamenti hanno modificato in parte il tracciato originario, ma la “spina dorsale” della consolare resta fedele alla direttrice stabilita più di duemila anni fa.
La sua storia, fatta di evoluzioni, cambi di funzione e continuità, racconta l’antico legame tra Roma e il suo territorio, confermando la Via Aurelia come una testimonianza viva dell’ingegneria romana e dell’identità storica del Paese.