ROMA – È una data rimasta impressa nella memoria collettiva dei romani: 4 e 5 febbraio 2012, i giorni in cui la Capitale si svegliò sotto una nevicata eccezionale, una delle più intense e diffuse degli ultimi decenni. Roma, abituata a inverni miti e piogge intermittenti, si trasformò improvvisamente in una città nordica, avvolta da una coltre di neve che in alcuni quartieri superò i 20 centimetri.
La nevicata ebbe inizio nella serata di sabato 4 febbraio, intensificandosi rapidamente durante la notte. Al risveglio di domenica 5, la città appariva completamente imbiancata: dai Fori Imperiali al Colosseo, da San Pietro a Trastevere, fino ai quartieri periferici e alle zone collinari, dove gli accumuli risultarono ancora più consistenti. Uno scenario suggestivo che regalò immagini destinate a fare il giro del mondo.
Ma accanto allo spettacolo, non mancarono i disagi. Il traffico andò in tilt, numerose linee del trasporto pubblico furono sospese o rallentate, mentre scuole e uffici rimasero chiusi anche nei giorni successivi. La viabilità sulle principali arterie cittadine risultò critica, in particolare nelle zone più elevate come Monte Mario, Cassia, Prenestina e Tuscolana.
La nevicata del 2012 fu il risultato di una irruzione di aria gelida di origine continentale, che investì gran parte dell’Italia centrale e meridionale, portando temperature eccezionalmente basse e precipitazioni nevose fino in pianura. A Roma le temperature scesero sotto lo zero per più giorni consecutivi, favorendo il persistere del manto nevoso.
Nonostante le difficoltà, quei giorni restano legati anche a un ricordo positivo: bambini e famiglie scesero in strada per improvvisate battaglie di palle di neve, pupazzi comparvero nei parchi e nelle piazze, e la città visse una parentesi fuori dal tempo, rallentata ma unita da un evento raro.
A distanza di anni, la nevicata del febbraio 2012 è ancora considerata un episodio storico per Roma, paragonabile solo a quelli del 1956 e del 1985. Un evento che ha segnato un’intera generazione e che continua a essere citato ogni volta che le previsioni meteo annunciano, anche solo lontanamente, la possibilità di neve sulla Capitale.