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Il Traforo resta aperto a rallentatore, dubbi e perplessità sul nuovo metodo di circolazione

Dopo la bella notizia di revoca chiusura, arriva la doccia fredda per gli automobilisti con i nuovi e super rallentati criteri di circolazione per gli oltre diechi chilometri delle gallerie

 Foto L. Adriani

L’Aquila – La mezzanotte del 19 maggio 2019 è una data che comunque è ormai entrata a far parte a pieno titolo della storia. Verrà ricordata sicuramente anche nei libri del futuro, come la spada di damocle che è rimasta appesa sull’Abruzzo per diversi giorni ed evitata in zona cesarini da un accordo tra Strada dei Parchi ed il Ministero per le infrastrutture. Poi, a seguito delle proteste vibrate da parte di tutti, istituzioni, politica, associazioni e la voce grossa è arrivata fin in cronaca nazionale, sono arrivate le prime notizie positive date dalla politica stessa che cercava di attribuirsi con congruo anticipo i meriti di una scongiurata chiusura. Fatti ai quali Sdp ha risposto al contrario, ossia evidenziando nei pannelli informativi luminosi l’esatto contrario, ossia la chiusura alla mezzanotte di oggi. Poi qualche altra ora dopo, la decisione ufficiale comunicata dal concessionario, la revoca della paventata chiusura.

L’Abruzzo è salvo, e tutti abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo. La chiusura del traforo avrebbe di fatto isolato l’Abruzzo con danni impensabili. Tutto originato da un esplosivo mix di indagini della magistratura, ambiente, falde acquifere, competenze di vari ministeri eccetera eccetera. Situazioni sulle quali probabilmente Sdp cercava quell’attenzione che è arrivata solo all’ultimo e probabilmente perchè siamo ad una settimana dal voto che separa le elezioni europee.

LA DOCCIA FREDDA però arriva solo qualche giorno dopo, con note ufficiali di Strada dei Parchi che informa gli automobilisti sul nuovo metodo di circolazione all’interno della galleria.

Unica corsia, distanza cinquanta metri, velocità 60 Kilometri orari. Il grafico dimostrativo realizzato appositamente per l’occorrenza descrive chiaramente la situazione, ed il modus operandi che deve essere osservato in galleria. Il tutto per dieci chilometri e passa. E allora sarà pur vero che le nuove restrizioni limiteranno ora i rischi di inquinamento delle falde acquifere. Tralasciando vari pareri nel merito, sono pervenute però molti interrogativi da parte di utenti automobilisti:

LE DOMANDE DEGLI AUTOMOBILISTI:

  1. L’incolonnamento chilometrico rallentato, sarà inevitabile causa di lunghe code prima dell’ingresso al traforo?
  2. Riusciranno Tir, autovetture, furgoni e caravan ad osservare le distanze, la velocità come bravi scolaretti?
  3. E la velocità rallentata non è invece causa di un ulteriore permanenza di scarichi all’interno della galleria?
  4. Ci sarà vigilanza all’interno della galleria o tutto verrà monitorato con le telecamere?
  5. E chi trasgredisce cosa rischia? Sanzione o pena detentiva carceraria?
  6. E per assicurare il rispetto dei 50 metri di distanza ci saranno indicatori tra una auto e l’altra?

Domande alle quali, ovviamente noi non sappiamo dare risposta, e qualche dubbio potrà dunque essere sciolto dalla famosa mezzanotte di questa sera.

 

 

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