Paganico Sabino si è ritrovato unito attorno alle proprie radici in occasione della Pasquarella, una tradizione che anche quest’anno ha saputo coinvolgere e emozionare l’intera comunità. Non una semplice serata di canti, ma un vero e proprio momento collettivo capace di riaffermare il valore dell’identità locale.
I vicoli del borgo si sono animati fino a tarda sera, con porte aperte e voci che si intrecciavano sotto la guida degli organetti. Giovani e anziani hanno cantato insieme, dimostrando come questa usanza antica continui a vivere grazie al passaggio spontaneo tra le generazioni.
La partecipazione sentita dei cittadini ha confermato quanto la Pasquarella rappresenti un elemento centrale della cultura del territorio: un rito che rafforza i legami sociali e mantiene viva la memoria storica del paese. Un ringraziamento condiviso va a chi ha cantato, a chi ha accolto i partecipanti nelle proprie case e a chi, anno dopo anno, si impegna a custodire e tramandare questa tradizione.
La Pasquarella resta così l’anima di Paganico Sabino, simbolo di una comunità che sa guardare al futuro senza dimenticare le proprie origini.