The news is by your side.

Il presepe a Carsoli, la Proloco: “simbolo di storia, tradizione e comunità”

CARSOLI . Un’immagine carica di significato, un messaggio di augurio e, soprattutto, il racconto di una comunità unita: così la Pro Loco di Carsoli ha voluto salutare il nuovo anno attraverso il presepe realizzato nel paese, un’opera che profuma di storia, condivisione e autentico spirito natalizio.

La realizzazione del presepe è stata il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto artigiani e volontari, ognuno con il proprio talento e la propria passione. Le figure e le ambientazioni sono nate grazie alle mani esperte di Franco Marcangeli, Silvio Eboli, Eligio e Pietro Eboli, Fabio Arcangeli, mentre i costumi, curati nei minimi dettagli, portano la firma di Lidia D’Andrea, Daiana e Annamaria Maialetti, Tiziana Ferrante.

La capanna, costruita con il permesso del parroco don Umberto Di Pasquale, è stata realizzata da Franco Prosperi, Gaetano Carlizza e Gianluca Arcangeli, con il prezioso contributo di Ercole De Angelis, Bruno Di Berardini e Mario Proietti, che hanno messo a disposizione competenza e generosità. Un momento particolarmente toccante è stato quello della benedizione del 25 dicembre, impartita da don Kosmas, che ha emozionato profondamente i presenti.

Il progetto – spiega la pro loco-  è stato fortemente voluto da Laura Spagnoli e Lidia D’Andrea, che hanno creduto fin dall’inizio nel valore simbolico e comunitario dell’iniziativa. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche alla famiglia Salera, per aver messo a disposizione le statue appartenute al compianto Roberto Salera, affettuosamente ricordato da tutti come “il nostro Pantera”.

“Questo presepe – conclude la presidente Francesca Cantiello – non è soltanto una rappresentazione della Natività, ma diventa il segno tangibile dell’appartenenza a una tradizione viva e condivisa. Un’opera che racconta il grande cuore dei carsolani e la loro capacità di essere uniti in un’armonia autentica, trasformando il Natale in un’esperienza di comunità e gratitudine”.