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Il killer del Turano fermato da un eroe: “Mirava ai volti e gridava ‘Vi uccido tutti’”

ROMA – Si chiama Silvio Paganini l’eroe che ieri ha fermato il killer di Fidene che durante una riunione condominiale ha ucciso tre donne. L’omicida, Claudio Campiti, è entrato nel bar dove si stava svolgendo la riunione dei soci del Consorzio ‘Valleverde’ e ha iniziato a sparare: “Mentre sparava urlava ‘Mafiosi vi uccido tutti’”, dice Paganini che Repubblica ha intervistato mentre era al pronto soccorso del policlinico Gemelli. Il 67enne, infatti, è stato ferito alla guancia da un proiettile.

 

Campiti prima di essere fermato da Paganini è riuscito ad uccidere Sabina Sperandio, Elisabetta Silenzi e Nicoletta Golisano, amica della premier Giorgia Meloni, e a ferire altre persone: “Eravamo già tutti seduti nella sala, quando si è aperta la porta, è entrato quell’uomo con una pistola in pugno. La stringeva con due mano e mirava dritto ai volti“.

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Abbiamo visto la morte in faccia– prosegue Paganini- in un attimo ha esploso quattro colpi, stava per sparare ancora. Non ho avuto il tempo di riflettere, gli sono saltato addosso e ho provato a fermarlo prima che uccidesse ancora”.

20 GIORNI PROGNOSI A EROE FIDENE: BENE ANCHE ALTRI 2 FERITI

“La signora che si trova all’Umberto I sta bene. Farà il decorso qui, anche con un supporto psicologico, e quando sarà il momento sarà dimessa. Ha un foro di entrata e uscita di un proiettile. La persona più grave è la donna che si trova al Sant’Andrea. Ha due figli ed è stata operata verso le 14. Ora si trova in rianimazione, costantemente monitorata. L’uomo al Pertini non ha complicanze. Era un sospetto infarto. Infine l’altro uomo portato al Gemelli ha 20 giorni di prognosi ma è fuori pericolo di vita. È stato l’eroe della giornata, colui che ha avuto una ferita al volto a causa del proiettile (procuratasi cercando di disarmare l’autore degli spari, ndr)”.
Questo il bollettino medico sui feriti della sparatoria di questa mattina di Fidene. A darne notizia l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, al termine della visita alla ferita ricoverata all’Umberto I e prima di recarsi al Sant’Andrea.

“La signora qui da noi è in condizioni stabili- ha aggiunto Federico Venuta, direttore unità toracica dell’Umberto I – è stata trasferita nella nostra unità dopo essere stata medicata dai colleghi di accettazione. Ha una ferita che è stata disinfettata. Non ci sono lesioni di organi interni: è stata colpita la spalla destra e la situazione è per il momento è sotto controllo. Appena possibile la manderemo a casa”. (www.dire.it)