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I numeri del gambling regione per regione, focus su Lazio e Abruzzo

Anche il comparto tradizionale, quello delle slot e delle vlt da bar e da sala gioco, sarà coinvolto nel grande riordino del gioco fisico che ha iniziato a muovere i primi passi. La nuova gara metterà all’asta 200 mila diritti, divisi in 50 lotti, sparsi per 800 punti vendita e 90 sale specializzate. La base d’asta per ogni lotto? 25 milioni di euro.

Sono questi i numeri di un comparto che continua a essere centrale nella nostra economia, contribuendo all’erario statale e creando occupazione. Un settore che sul territorio italiano vanta 250 mila slot e oltre 54 mila vlt, sparse per 50 mila negozi. Ma in questi numeri come si posizionano le nostre regioni? Lo abbiamo chiesto a Silvia Urso, esperta della redazione di Giochi di Slots.

Se le prime regioni per presenza di awp sono Lombardia e Campania e a concludere il podio troviamo Puglia e Basilicata, il Lazio viene subito dopo, insieme a Veneto ed Emilia Romagna, con una percentuale superiore all’8%”, spiega. Oltre 40 mila le awp in Lombardia, quasi 30 mila in Campania, con la regione di Roma che si ferma a 20.599. “L’Abruzzo è invece nella seconda parte della classifica – continua il caporedattore di Giochi di Slots – con numeri sotto le 10 mila unità, subito dopo Sardegna e subito prima della Liguria. La quota della regione si assesta intorno ai 7 mila”.

Discorso analogo per le vlt, anche qui a farla da padrone è la Lombardia, con oltre 10 mila unità, mentre il podio è concluso da Veneto e Lazio, con numeri vicini ai 5.500. “Ancora una volta il Lazio si conferma regione ad alta vocazione di gambling – continua l’esperta – una regione che insieme alla Campania riesce a reggere il confronto con l’Italia settentrionale”. Numeri minori, come è logico che sia, per l’Abruzzo, che invece offre 1.564 vlt nella sua regione. “La quota delle 1000 slot è superata anche dalla Calabria, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria e dalle Marche, mentre non raggiungono la soglia regioni come la Sardegna (463), il Trentino Alto Adige (905) e l’Umbria (856)”.

Numeri che confermano la diffusione capillare del gioco d’azzardo pubblico e legale, una diffusione che spesso viene raccontata in maniera negativa, nascondendo tabù e paure ma che invece nasconde una grande potenzialità. Una diffusione di questo tipo è infatti il primo argine al dilagare del gioco illegale, spesso in mano ad attività criminali e famiglie mafiose, che fanno profitto non solo sulla pelle dei giocatori ma anche sulle casse dello Stato. Per questo è importante avere una filiera pubblica controllata e legale. Una filiera che adesso sarà aggiornata, resa moderna e ancora più efficiente da un riordino che il settore aspettava da tempo. E che finalmente è realtà.