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Hokusai: la bellezza che sfida la tempesta

Non è un quadro, non è un’opera unica, eppure è l’immagine più iconica del Giappone nel mondo. Oggi finalmente si può osservare dal vivo a Roma.

Benvenuti a un nuovo appuntamento della Rubrica di Raffaella.

Oggi entriamo tra le pieghe del ‘Blu di Prussia’ per scoprire come Katsushika Hokusai, a ben settant’anni, nel 1830, abbia rivoluzionato l’arte moderna con una xilografia che ha incantato persino Van Gogh

Katsushika Hokusai non era solo un pittore, ma un instancabile ricercatore che cambiò nome 30 volte, definendosi infine “il vecchio pazzo per il disegno”. In mostra brilla il fascino delle “53 stazioni del Tokaido”, cronaca poetica del viaggio tra Kyoto ed Edo. Come narra la filosofia legata a queste tappe:

“La vita è un viaggio lungo una strada senza fine; la meraviglia non è nella meta, ma in ogni singola fermata.”

In un mondo frenetico e incerto, l’Onda di Hokusai è il manifesto della resilienza. Ci ricorda che, nonostante la maestosità delle sfide (la tempesta), l’essere umano ha la dignità e la forza per restare a galla. Un messaggio potente, universale e profondamente contemporaneo.

La Grande Onda parla a tutti noi indipendentemente dalla nostra origine o dal nostro background culturale. Ci ricorda la nostra fragilità di fronte alla natura e ci invita a riflettere sulla nostra esistenza. Inoltre, l’immagine dell’onda che si infrange ci ricorda che la vita è un ciclo continuo di cambiamenti e che ogni cosa è destinata a passare.

L’opera gioca sul contrasto tra l’immobilità eterna del Monte Fuji (la pace interiore) e la violenza passeggera dell’Onda (il caos della vita).

I pescatori non contrastano la forza del mare, ma si flettono con essa; è l’invito a navigare il destino senza farsi spezzare.

Il mio consiglio: Slow Art

Per vivere un’esperienza davvero intima e profonda, il mio consiglio personale è di visitare la mostra nei giorni infrasettimanali. Le sale sono state allestite con un percorso avvolgente che include incredibili esperienze immersive. Godersi il dettaglio millimetrico delle xilografie e lasciarsi cullare dal suono ipnotico del mare nelle installazioni multimediali richiede calma; la folla del weekend rischierebbe di spezzarla.

Info Flash

• Dove: Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5 (Roma).

• Fino al: 29 giugno 2026.

• Da non perdere: L’uso del “Blu di Prussia”, il pigmento chimico che Hokusai rese leggendario, e le installazioni multimediali a 360°.

Prendetevi una pausa dal mondo e andate a scoprire la pace del Monte Fuji.