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Giorno del Ricordo: la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Il 10 febbraio si celebra in tutta Italia il Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, una delle pagine più dolorose e complesse della storia del Novecento.

La ricorrenza rende omaggio agli italiani che, al termine della Seconda guerra mondiale, furono vittime di violenze, persecuzioni e uccisioni nelle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, e a quanti furono costretti ad abbandonare le proprie case, le proprie comunità e le proprie radici per trovare rifugio in altre parti d’Italia.

Per molti anni questa tragedia è rimasta ai margini del racconto storico nazionale. L’istituzione del Giorno del Ricordo ha rappresentato un passaggio fondamentale nel riconoscimento del dolore degli esuli e delle loro famiglie, restituendo dignità e visibilità a una memoria a lungo dimenticata.

Il 10 febbraio non è soltanto un momento di commemorazione, ma anche un’occasione di riflessione collettiva sui valori della pace, del rispetto e della convivenza tra i popoli. Ricordare significa assumersi la responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle conseguenze dell’odio, dei nazionalismi estremi e della negazione dei diritti umani.

Custodire la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata significa, oggi più che mai, ribadire l’importanza della verità storica e dell’impegno civile come fondamenti di una società democratica e consapevole.