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Finale Stranger Things: l’infanzia che svanisce e l’età adulta che chiama

Sì conclude con Purple Rain di Prince la 5° ed ultima stagione di Stranger Things lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di chi questa serie l’ha vissuta nel profondo, di chi ha visto i personaggi crescere passo passo lungo l’evoluzione della serie. Ora che i riflettori sono spenti e la serie è consumata interamente cosa rimane nell’anima o nel cuore dello spettatore?

Il finale dolceamaro di Stranger Things 5 conclude una era, malinconico e lontano dall’aver rovinato una intera serie. Ben 9 anni, 5 stagioni e 42 episodi.

Una serie tv epica che rimarrà nella storia e non finirà di certo nel dimenticatoio. Curata, profonda, ben evoluta, strutturata nei dettagli, psicologicamente vera. Fin dalla prima stagione il messaggio che viene lanciato è enorme: il male nasce da traumi non elaborati come l’abbandono, il lutto, il senso di invisibilità, l’abuso familiare, il rifiuto sociale, il disturbo di personalità.

Il Sottosopra è proprio il luogo dove il trauma si amplifica ed il riflesso della parte oscura della mente umana prende il sopravvento.

Nella 4° stagione Henry, personaggio attraverso cui il male si è maggiormente concentrato e poi espanso dice : “Non sono io che ho scelto il male, è il mondo ad essere sbagliato”. Il grande trauma non risolto che lo consuma interiormente lo spinge a costruire nella sua mente un mostro, Vecna come armatura per sembrare più forte. Dietro questo male c’è un bambino ferito incapace di elaborare il dolore e gestire la sua emotività.

Nella 5° stagione i personaggi riescono ad entrare nel cuore oscuro di Vecna , è solo a pochi passi da quel posto nascosto che Henry, per la prima volta, è vulnerabile, ha paura e non riesce ad entrare. Proprio lì dove ha avuto inizio il suo Mind Flayer ovvero la sua oscurità. Ma Henry esiste ancora, ha una sua coscienza e la sua parte buona teme l’oscurità, la sua stessa ombra ovvero Vecna.

Ad ogni modo quell’ombra può essere affrontata, un cattivo vulnerabile è un cattivo che può ancora cambiare. Chi può essere raggiunto mentalmente allo stesso modo può essere liberato.

Will il bambino attraverso il quale Vecna si fortifica diventa la chiave. Tutte le emozioni umane di Henry vengono percepite da Will perchè i due ormai sono collegati psicologicamente. Paura tristezza, solitudine, vergogna, Will sente Henry, non Vecna. Solo questo ponte emotivo crea un varco per la redenzione di Henry.

Forse Matt Duffer e suo fratello Ross, creatori di questa stupefacente storia, vogliono ricordarci che le ferite emotive non risolte creano un enorme mostro dentro di noi ma che allo stesso tempo, un dolore ascoltato e condiviso fa perdere potenza al mostro. Chi ha un lato oscuro può guarire e la forza che combatte contro i mali interiori è l’empatia, ovvero colei che può aiutare chi soffre a trovare la luce.

E come ogni cosa in questa fugace vita ha una fine allora anche questa serie giunge al termine portando via con sè un intreccio di storie basate su valori autentici come l’ amicizia, l’amore, la famiglia e legami che vanno oltre quello di sangue.

Buona visione, e senza spoiler, a chi ancora non ha toccato la magia di questa unica,inimitabile ed incomparabile serie tv.

Foto Netflix