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#Controsenso, i paradossi ambientali abruzzesi al centro del primo seminario

fotoTagliacozzo. L’ambiente e le contraddizioni che animano la nostra regione al centro del primo seminario di #Controsenso. Al centro della discussione il “controsenso” dell”Abruzzo, che punta alla valorizzazione dei parchi e delle aree verdi e poi consente progetti che nel lungo termine potrebbero avere effetti disastrosi sul futuro della nostra terra.

Si è parlato nello specifico del progetto “Ombrina Mare”, del caso Powercrop nella Marsica e delle inchieste sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti tossici scoperte nella zona di Bussi. Sono intervenuti a riguardo Angelo Venti, giornalista, Augusto De Santis, ambientalista, e Donato Di Matteo, assessore regionale ai parchi.

“Nonostante i problemi ambientali riscontrati- ha spiegato Venti- sembra difficile bloccare il progetto Powercrop, per la prosecuzione del quale sono già stati acquistati alcuni terreni. Per alimentare gli impianti, inoltre, sono stati acquistati in Mozambico circa 6.000 ettari di terreno. Nonostante la conclamata pericolosità del progetto nessuna inchiesta è stata avviata per analizzare i pro e soprattutto i contro del progetto”.

Di Matteo ha invece focalizzato l’attenzione dei presenti sui problemi connessi al “progetto Ombrina” ed in generale ai distretti petroliferi che occuperanno migliaia di ettari in Abruzzo. “Sembra che in molti stiano sottovalutando la pericolosità del progetto Ombrina- ha dichiarato Augusto De Santis- che prevede la creazione di pozzi vicini alla costa teatina e il posizionamento di una nave raffineria che resterà nelle acque dell’Adriatico per 25 anni. Preoccupazioni che aumentano se pensiamo al fatto che alcune navi gemelle hanno già creato in altre aree, come il Brasile, problemi ambientali di portata notevole”.

In una regione con un livello sismico elevato, lo stoccaggio potrebbe generare un aumento della media terremoti nel medio-lungo termine. A sostegno del problema, De Santis ha apportato il caso di Groningen (Olanda), in cui l’attività di stoccaggio ha causato un innalzamento della media terremoti, circa 100 in un solo anno.

A chiusura del seminario, l’assessore Di Matteo ha voluto sottolineare la necessità di un’inversione di tendenza per quanto riguarda la valorizzazione delle aree verdi abruzzesi. “Le politiche regionali e nazionali- ha puntualizzato l’assessore regionali ai parchi- hanno sempre sottovalutato le potenzialità dell’entroterra per favorire lo sviluppo delle aree costiere. Di fronte ad una logica che privilegia le aree urbane, stiamo cercando di attuare una politica che tenda a valorizzare, soprattutto a livello turistico, le aree interne”. Infine, riallacciandosi all’intervento di De Santis, Di Matteo ha espresso il suo disappunto per i progetti che sono stati avviati in Abruzzo e che potrebbero avere delle ricadute sia sull’ambiente sia soprattutto per la salute dei cittadini che vivono in tali aree. “La politica non si batte contro questi insediamenti che mettono a repentaglio il futuro della nostra terra- ha concluso l’assessore- e per questo ci stiamo dando da fare per porre fine a questa antitesi abruzzese”.

È possibile continuare a seguire l’evento in diretta streaming collegandosi al seguente link:

http://www.abruzzolive.it/?p=22698