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Carsoli, Unione Civica all’attacco: “in consiglio scelte scriteriate a danno dei cittadini”

Il gruppo di minoranza contesta la scelta di affidamento in locazione di un terreno comunale ad una società di telefonia: "Porteremo la vicenda all'Anac e alla Corte dei Conti, il vice sindaco unica figura di confronto"

CARSOLI – Dal Gruppo Unione Civica per Carsoli riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

“Consiglio Comunale del 17 giugno 2021, altra decisione sciagurata e deleteria per le casse comunali. La maggioranza, contravvenendo alle più elementari regole e valutazioni economico-finanziarie, decide di costituire il diritto di superficie per la durata di 30 anni sul terreno di proprietà dell’Ente, adiacente al cimitero di Carsoli, dove attualmente è installata una stazione radio base per la telefonia mobile,  concessa in locazione ad una società telefonica ad un canone annuo anticipato di 15.000€ che, per effetto delle rivalutazioni Istat, ammonta ad oggi a circa 15.447,00€.

Il prezzo base della vendita della proprietà superficiaria ammonta a 100.000€.

Il conto è presto fatto: a fronte di possibili canoni di locazioni in 30 anni ammontanti ad oltre 450.000€ si decide di rinunciare ad oltre il 77% accontentandosi di avere subito ed in unica soluzione 100.000€.

E’ questo “l’uso produttivo e fruttuoso dei beni pubblici” teso a “favorirne la massima valorizzazione funzionale a vantaggio diretto od indiretto della collettività territoriale rappresentata”, come   richiesto dalla legge?

Qualunque buon padre di famiglia, per tutelare il futuro dei propri figli, non assumerebbe mai una decisione così scriteriata ed irragionevole come, crediamo, nessuno dei componenti della maggioranza accetterebbe simili condizioni qualora si fosse trattato di un bene di loro proprietà.

Avevamo dato la nostra completa disponibilità ad approfondire insieme la situazione e ricercare le soluzioni ottimali per i nostri concittadini; abbiamo richiesto un incontro, abbiamo chiesto di rinviare il Consiglio, abbiamo evitato di fare articoli per togliere qualsiasi alibi e giustificazione ed, invece, ancora una volta la maggioranza ha deciso di non confrontarsi con chi ha ottenuto il mandato dalla  metà dei cittadini ma che, in questa situazione, è stata ed è l’unica componente che vuole tutelare l’intera cittadinanza.

Eppure di soluzioni alternative ce n’erano molte come abbiamo anche proposto durante il Consiglio:

  • ridurre la durata del diritto di superficie mantenendo lo stesso corrispettivo di 100.000€ ricercando un incontro tra le esigenze delle società di telecomunicazioni e del Comune (ad es. con una durata di 15 anni, comunque, la concessionaria avrebbe risparmiato oltre il 55%, rispetto al canone attuale che non sembra assolutamente irrilevante);
  • ridurre il canone di locazione che, anche se portato ad es. a 9.000€ l’anno avrebbe garantito al Comune un’entrata quasi tripla rispetto al corrispettivo base della vendita della proprietà superficiaria consentendo un cospicuo risparmio anche per la Concessionaria;
  • sottoscrivere un nuovo contratto di locazione a canone ridotto del 40% per la durata di 10 anni, rinnovabile tacitamente per altri 10 (quindi per un minimo di 20 anni che corrisponde alla durata della concessione della licenza da parte del Ministero), soddisfacendo proprio quelle “esigenze di stabilità e continuità del servizio” alla base della proposta di acquisto effettuata dalla società concessionaria con lettera del 05/11/2020.

In questa storia di elementi poco chiari e dubbiosi ce ne sono molti. Oltre a quanto sopra detto, per quale motivo, pur essendoci una corrispondenza da oltre 7 mesi, tutto è stato tenuto nascosto alla minoranza (nonostante le polemiche su analoga situazione avvenuta nel dicembre 2020), perché è stata comunicata da chi non autorizzato per legge alla società concessionaria una soluzione prima che decidesse il Consiglio, unico organo legittimato, come chiaramente indicato nella proposta di delibera; altri dubbi riguardano il rispetto della parità di condizioni per i partecipanti alla gara, l’utilizzazione della stazione radio da parte di altri operatori per la quale dovrebbe essere previsto un compenso ulteriore di almeno 30.000€ per operatore , invece di prevedere che ben il 70% rimanesse nelle casse della società aggiudicataria permettendogli di recuperare, nel tempo,  gran parte se non la totalità del corrispettivo versato.

Se dovessimo ragionare con lo stesso metodo con cui per anni ha operato l’attuale  vice sindaco, dovremmo nutrire molti dubbi sulla correttezza di molti passaggi di questa vicenda che sarà portata all’attenzione dell’ANAC  e  della Corte dei Conti.

Credevamo che tutti gli amministratori, in Consiglio, dovessero e volessero difendere gli interessi dell’Ente e dei cittadini per ricercare ed assumere le soluzioni più vantaggiose mentre, purtroppo, abbiamo dovuto prendere atto che la maggioranza perseguiva un’unica decisione, precostituita ed assolutamente immodificabile, dimostrandosi restia e riluttante a valutare qualsiasi ulteriore  diversa soluzione.

Chi doveva operare solo ed esclusivamente per difendere le ragioni dell’Ente ha solamente ricercato le motivazioni e le ragioni a favore della concessionaria; motivazioni sibilline e prive di fondamento, come la possibilità per la concessionaria di acquistare un terreno da un privato o il fatto che potesse non rinnovare il contratto o che si possa ottenere, in sede di gara, un corrispettivo maggiore. Motivazioni lontane anni luce dall’obiettivo che la società concessionaria voleva raggiungere riguardanti la stabilità e continuità di servizio.

Motivazioni riportate in Consiglio dal Vice sindaco, al quale, indipendentemente dalla diversità di visione, riconosciamo di essere l’unica voce che in Consiglio si confronta con le nostre posizioni e dimostra, in queste situazioni, rispetto istituzionale a differenza del mutismo continuato ed arrogante del sindaco e dell’apparente partecipazione dell’assessore di riferimento, la dr.ssa Lorenza Muzi, che non si è assolutamente espressa sull’argomento, dando l’impressione di non  conoscerne minimamente il contenuto.

Per quanto antieconomica, ingiustificabile ed immotivata tale decisione, come pensa, ora,  di comportarsi l’amministrazione sulla vendita della piena proprietà del terreno della stazione radio di Pietrasecca che è a condizioni ancora peggiori e per la quale ci siamo attirate le ire e gli strali della maggioranza mentre ora viene  dimostrando, invece, che nonostante tutto, avevamo pienamente ragione?”