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Carsoli celebra Sant’Antonio: fede, tradizione e comunità unite nella benedizione degli animali

CARSOLI  – Questa mattina Carsoli ha vissuto uno dei momenti più sentiti della propria tradizione religiosa e popolare con la festa di Sant’Antonio Abate, celebrata come in molte località con la tradizionale benedizione degli animali. Un appuntamento che ogni anno richiama fedeli, famiglie e visitatori, trasformando il centro del paese in un luogo di incontro, spiritualità e condivisione.

In grande stile, Piazza Corradino si è animata fin dalle prime ore del mattino con la presenza di tantissimi animali di ogni tipo: cani, gatti, cavalli, animali da fattoria e piccoli amici domestici accompagnati dai loro proprietari. Una partecipazione straordinaria, resa ancora più significativa dalla presenza di persone di tutte le generazioni, dai bambini agli anziani, a testimonianza di una tradizione che continua a vivere e a rinnovarsi nel tempo.

La celebrazione della Santa Messa ha rappresentato il cuore della mattinata. Al termine del rito, il parroco don Umberto, affiancato dal seminarista Mattia, ha impartito la benedizione con l’acqua santa, gesto antico e simbolico che rinnova il legame tra l’uomo, il creato e la fede cristiana. Un momento carico di emozione, accolto con raccoglimento e partecipazione da tutta la comunità.

La festa di Sant’Antonio Abate affonda le sue radici in una tradizione secolare. Il santo, vissuto tra il III e il IV secolo in Egitto, è considerato il protettore degli animali domestici e da lavoro, figure fondamentali nella vita contadina di un tempo. Secondo la tradizione, Sant’Antonio visse a lungo nel deserto in profonda comunione con la natura, circondato dagli animali, che lo riconoscevano come guida e custode.

Proprio per questo, nel corso dei secoli, la sua figura è diventata simbolo di protezione, rispetto e armonia tra l’uomo e gli animali. La benedizione non è soltanto un rito religioso, ma anche un messaggio di responsabilità verso ogni creatura vivente, un invito a custodire il creato con amore e consapevolezza.

Oggi, in un mondo che corre veloce, questa festa conserva un valore ancora più profondo: rappresenta un’occasione per fermarsi, riscoprire le radici, rafforzare il senso di comunità e tramandare ai più giovani l’importanza della fede e delle tradizioni popolari. A Carsoli, la partecipazione numerosa e sentita dimostra come questi momenti continuino a essere un punto di riferimento identitario e spirituale.

La mattinata si è così conclusa tra sorrisi, incontri e fotografie, con il suono delle campane e il vociare allegro della piazza, lasciando nel cuore dei presenti la certezza che la festa di Sant’Antonio non è solo memoria del passato, ma una tradizione viva, capace di unire generazioni diverse nel segno della fede, del rispetto e dell’amore per ogni creatura.