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Avezzano festeggia San Giuseppe, Vescovo e prelati al “corteo della fede”

AVEZZANO Una chiesa gremita, il silenzio dell’alba e una fede vissuta con intensità hanno segnato la solennità di San Giuseppe celebrata questa mattina nella chiesa di San Rocco in Avezzano, dove il Vescovo Giovanni ha presieduto l’Eucaristia davanti a una straordinaria partecipazione di uomini, molti dei quali giunti con largo anticipo per accostarsi al sacramento della riconciliazione. Presenti alla celebrazione con il Vescovo, il parroco don Roberto Cristofaro, il viceparroco don Andrea De Foglio, don Michele Saltarelli e don Carmine Di Bernardo. Una presenza significativa che ha reso ancora più solenne un appuntamento radicato nella tradizione cittadina fin dal 1945, quando nacque per iniziativa dei Padri Giuseppini nel difficile tempo del dopoguerra. Al termine della celebrazione, i fedeli hanno dato vita al tradizionale “Corteo della fede”, attraversando le strade di Avezzano con canti e preghiere, segno visibile di una fede che esce dalle chiese e si fa testimonianza viva. La mattinata si è poi conclusa con un momento conviviale: la colazione offerta dalla Confraternita.
LE PAROLE DEL VESCOVO
Nell’omelia, il vescovo Giovanni ha richiamato la figura di San Giuseppe come «uomo giusto, silenzioso ma decisivo nella storia della salvezza: un esempio di fede concreta, fatta di scelte e fedeltà più che di parole».
Soffermandosi sulle letture bibliche, ha evidenziato come Giuseppe, al pari di Abramo, abbia saputo «credere anche nell’incertezza, fidandosi di Dio e accogliendo la sua volontà senza esitazione. Una grandezza che si manifesta nella semplicità dell’obbedienza e nella capacità di ascolto». Il cuore del messaggio è stato però rivolto in modo particolare ai papà presenti. Il Vescovo ha sottolineato con forza il valore insostituibile della figura paterna, soprattutto in un tempo in cui essa appare spesso fragile o assente. Essere padri, ha ricordato, non significa essere perfetti, ma essere presenti: dedicare tempo ai figli, ascoltarli, accompagnarli con amore e coerenza.
«Non si tratta di dare cose, ma di donare se stessi», ha affermato, invitando i padri a non avere paura di mostrare la propria fede anche in famiglia, pregando con i figli e diventando per loro esempio autentico. «Fondamentale anche la capacità di custodire: proteggere senza possedere, guidare senza imporre». Infine, un invito chiaro e diretto: «guardare a San Giuseppe come modello di uomo e di padre, capace di vivere con fede, mitezza e responsabilità». «La Chiesa, le famiglie e il mondo – ha concluso – hanno bisogno di padri veri, uomini di Dio». Lo jha reso noto la Diocesi stessa.