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Arte e natura a Canistro, al parco della Sponga via ai laboratori creativi con l’inchiostro ferrogallico

CANISTRO – Sabato 13 settembre il Parco Sponga di Canistro ospiterà un evento speciale dedicato all’incontro tra arte e natura, con l’artista Fabio Mariani. I partecipanti avranno l’opportunità di cimentarsi nella creazione dell’inchiostro ferrogallico, una tecnica storica utilizzata fin dal Medioevo da grandi maestri come Leonardo da Vinci, Johann Sebastian Bach, Rembrandt van Rijn e Vincent van Gogh.

Recenti studi hanno rivelato tracce di inchiostro ferrogallico persino nei rotoli del Mar Morto e nel cosiddetto Vangelo perduto di Giuda, sottolineando l’importanza storica di questa sostanza. L’inchiostro si ottiene dalla reazione tra le galle di quercia, ricche di tannino, il solfato ferroso e la gomma arabica. Durante il laboratorio, i partecipanti potranno scoprire e raccogliere le galle presenti nel parco, realizzando una piccola quantità di inchiostro completamente naturale.

L’inchiostro prodotto sarà poi utilizzato per schizzi en plein air, ispirati dai paesaggi naturali del Parco Sponga, e al termine dell’incontro ogni partecipante potrà portare a casa una boccetta del proprio inchiostro artigianale, come ricordo dell’esperienza.

La storia dell’inchiostro ferrogallico: dal Medioevo ai capolavori dell’arte

L’inchiostro ferrogallico è uno dei mezzi di scrittura più antichi e longevi della storia, utilizzato per secoli in tutto il mondo occidentale. La sua invenzione risale probabilmente al Medioevo, quando scribi e artisti cercavano un inchiostro durevole, capace di resistere al tempo e agli agenti atmosferici. La ricetta tradizionale prevede l’uso di galle di quercia, ricche di tannini, mescolate con solfato ferroso e gomma arabica, un legante naturale.

Questo inchiostro è stato impiegato da grandi personalità della cultura e dell’arte: Leonardo da Vinci lo utilizzava per i suoi appunti e disegni, Rembrandt per le sue incisioni e schizzi, Bach per trascrivere le sue composizioni musicali, e persino Vincent van Gogh per alcuni suoi lavori su carta. La sua resistenza e la profondità del colore lo hanno reso il mezzo prediletto per documenti ufficiali, manoscritti e opere d’arte.

Scoperte più recenti hanno dimostrato la presenza di tracce di inchiostro ferrogallico nei rotoli del Mar Morto e in testi antichi di grande valore storico, come il cosiddetto Vangelo perduto di Giuda, confermando la sua diffusione e importanza nel corso dei secoli.

La preparazione dell’inchiostro ferrogallico rappresenta un vero e proprio ponte tra arte, scienza e natura, poiché sfrutta componenti naturali e una reazione chimica semplice ma efficace per ottenere un pigmento intenso e duraturo. Ancora oggi, laboratori e workshop in tutta Europa permettono di riscoprire questa antica tecnica, sia come strumento artistico sia come testimonianza della storia della scrittura e del disegno.