È morto all’età di 96 anni Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico di fama internazionale, tra le figure più autorevoli della fisica delle particelle del Novecento. La notizia della scomparsa è stata confermata da fonti della comunità scientifica, che ne ha dato comunicazione nelle ultime ore.
Zichichi è stato un protagonista assoluto della ricerca scientifica italiana e mondiale. I suoi contributi nel campo della fisica delle particelle sono considerati di grande valore dalla comunità scientifica, ma il suo ruolo è stato centrale anche sul piano della divulgazione, ambito nel quale ha saputo rendere accessibili al grande pubblico temi complessi, promuovendo il metodo scientifico come strumento di conoscenza e progresso.
Indissolubile il legame tra Zichichi e l’Abruzzo. Il fisico siciliano è infatti ricordato come il “padre” dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Durante il suo mandato come presidente dell’INFN, tra il 1977 e il 1982, ebbe l’intuizione che avrebbe cambiato la storia della ricerca scientifica italiana: sfruttare i lavori di scavo dei trafori autostradali del Gran Sasso per realizzare un grande laboratorio sotterraneo dedicato alla fisica delle particelle.
Era il 1979 quando Zichichi propose la creazione di un’infrastruttura scientifica protetta da circa 1.400 metri di roccia, un ambiente ideale per studiare il cosiddetto “silenzio cosmico” e indagare fenomeni rari legati alle astroparticelle. Una visione innovativa e ambiziosa che portò, nel 1987, all’inaugurazione dei Laboratori del Gran Sasso, oggi considerati il più grande laboratorio sotterraneo del mondo.
Grazie a quella intuizione, i LNGS sono diventati un centro di eccellenza internazionale, capace di attrarre ricercatori da ogni parte del mondo e di collocare l’Abruzzo al centro della ricerca scientifica globale. Un’eredità che va oltre i risultati scientifici e che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo culturale e tecnologico del territorio.
Nel corso della sua lunga carriera, Zichichi non ha mai smesso di sostenere la ricerca e la formazione scientifica, continuando a difendere il ruolo dei laboratori sotterranei e dell’investimento pubblico nella scienza come motore di crescita e conoscenza.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde uno dei suoi più grandi scienziati e divulgatori. Resta però un patrimonio scientifico e culturale di valore inestimabile, inciso nella storia della fisica e, in modo particolare, sotto la montagna del Gran Sasso, dove la sua visione continua a vivere.