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Abruzzo terra spaccata dalla violenza della natura, ora tagliato a metà senza il Traforo del Gransasso

E' mobilitazione generale per scongiurare la chiusura definitiva del Traforo, asse di collegamento importantissimo per l'economia ed i trasporti regionali e del centro Italia

Direttore – Era l 1° dicembre del 1984 quando venne inaugurato il traforo del Gran Sasso. Dopo quasi 35 anni, in assenza di  novità, il prossimo 19 maggio 2019  il traforo CHIUDE a tempo indeterminato per evidente incapacità e incompetenza di molti.

I sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno fatto sì che l’Abruzzo aprisse i propri orizzonti con questo asse viario, prima aperto ad unica corsia a senso alternato poi ampliato alla doppia carreggiata con 4 corsie e che con il completamento della viabilità riesce ormai a collegare l’Abruzzo costiero con la capitale romana in meno di due ore.

La chiusura del traforo lungo poco più di dieci chilometri, e all’interno del quale vi è l’uscita -entrata dedicata ai laboratori dell’Istituto di Fisica Nucleare sotterranei, uno dei punti di osservazione, ricerca strategica più importanti d’Italia e che ci viene invidiato da molti stati esteri.

Non vogliamo che l’Abruzzo, terrà già spaccata dalla violenza della natura sia ora tagliato a metà dalla burocrazia, dall’insipienza, e dall’irragionevolezza di quanti hanno portato all’esasperazione quanti oggi ne hanno dovuto stabilire la chiusura, ossia la società concessionaria Strada dei Parchi s.p.a.

Scongiuriamo questa evenienza, auspicando possa prevalere la ragionevolezza e si trovi una soluzione per forza di cose.

NO ALL’ABRUZZO SPACCATO

 

 

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