Vicovaro COMUNICATO STAMPA IDD – “Non è una semplice candidatura, è l’ingresso di un peso massimo della storia politica e istituzionale italiana nell’agone di Vicovaro. Il direttivo nazionale del movimento Italia dei Diritti–De Pierro, avocando a sé la decisione finale e superando ogni logica provinciale, ha sciolto le riserve: a guidare la sfida per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio sarà Maria Celentano. Una figura di caratura superiore, il cui percorso esistenziale e politico rappresenta un ponte tra la Prima e la Seconda Repubblica, tra il rigore della militanza storica e la pragmatica conoscenza della macchina dello Stato.
Una genesi politica tra Togliatti e Berlinguer
Maria Celentano non ha scelto la politica: vi è nata e cresciuta, “a pane e ideali”. Figlia di Andrea Celentano, storico segretario del Pci di Napoli, fondatore del primo Cral aziendale italiano e pupillo di Enrico Berlinguer, ha vissuto un’infanzia e una giovinezza trascorse nei luoghi dove si scriveva la storia d’Italia. Il legame della sua famiglia con figure leggendarie come Palmiro Togliatti e Nilde Iotti non è letteratura, ma vita vissuta nei racconti dei genitori e dei nonni. I ricordi degli incontri di suo padre, con Enrico Berlinguer sono ancora oggi nitidi e costituiscono la bussola del suo agire: una forma mentis orientata alla difesa dei diritti dei cittadini, lo stesso leitmotiv che anima oggi il movimento di Antonello De Pierro.
Il cuore di Napoli, tra lo scudetto di Maradona e le note di Pino Daniele
Il percorso della Celentano, si è poi intrecciato con l’epoca d’oro della Napoli degli anni ’80. Fondamentale il legame con il partner Aldo Perrotta, attuale presidente di Assoconsum e nome di spicco dell’imprenditoria e della politica partenopea, poi eletto deputato della Repubblica nelle file di Forza Italia. In quegli anni irripetibili, la casa della coppia era un crocevia di cultura, sport e politica: una simpatica e straordinaria consuetudine vedeva i giocatori del Napoli di Diego Armando Maradona (pibe de oro compreso) frequentare abitualmente la loro abitazione. In quel clima di fervore, non era raro assistere a momenti di rara bellezza con Pino Daniele che, con la sua chitarra, suonava e cantava insieme a loro, suggellando un’unione tra impegno civile e identità popolare.
La “tessitrice” dei rapporti a Palazzo Grazioli e Montecitorio
Dalla Napoli dello scudetto, l’evoluzione di Maria Celentano l’ha portata nel cuore pulsante del potere decisionale nazionale. Accompagnando l’attività parlamentare di Aldo Perrotta, la Celentano ha ricoperto un ruolo di assoluto rilievo, gestendo rapporti diretti e quasi quotidiani con Silvio Berlusconi. Abitante a pochi passi da Palazzo Grazioli, ha frequentato assiduamente Montecitorio, guadagnandosi la stima di parlamentari di ogni schieramento e maturando una conoscenza della macchina istituzionale che nessun amministratore locale può vantare.
Tra fede, sociale e avanguardia civica
Il profilo della candidata è ulteriormente impreziosito da un profondo legame con il mondo cattolico e da contatti diretti con il Vaticano, dove è a capo di una magione. È stata vice presidente di Partito dei Valori Cristiani e segretario politico del Meda (Movimento Europeo Diversamente Abili). Non da ultimo, la sua intelligenza politica l’ha portata in passato a confrontarsi con i tavoli decisionali del Movimento 5 Stelle, confermando una natura poliedrica e mai fossilizzata.
La squadra dei garanti e il presidio del territorio
La Celentano non scende in campo sola, ma è supportata da una struttura granitica. Primi su tutti da Antonello De Pierro, il leader nazionale, “sentinella” nell’Unione dei Comuni della Valle Ustica, il quale ha garantito la coerenza della sfida e da Carlo Spinelli, segretario provinciale romano e responsabile nazionale per la Politica Interna, supervisore del progetto. Poi, a livello locale, da Enrico Pernié, responsabile del movimento per la Valle dell’Aniene, il quale ha analizzato chirurgicamente le illegittimità procedurali evidenziate nella sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato le elezioni, subito dopo la sua pubblicazione, e da Giovanni Ziantoni, consigliere eletto con l’IdD a Percile e figura chiave nell’Unione dei Comuni della Valle Ustica, che ha affiancato De Pierro nella dura critica contro l’amministrazione Crielesi per l’uscita di Vicovaro dalla gestione rifiuti, elogiando l’intervento della commissaria Mattiucci e del sub-commissario Infantino per aver ripristinato l’associazione con l’Unione. Ci sono anche Martina Perrotta e Luca Hammad. La prima, figlia di Maria e di Aldo Perrotta è responsabile per Ciampino, ma insieme ad Hammad, responsabile per il VII Municipio di Roma Capitale, operano sul territorio come “consiglieri ombra” monitorando varie criticità come hanno fatto recentemente a Percile e Marano Equo e garantendo un presidio costante nella Valle dell’Aniene, a cui sono molto legati.
L’attacco all’illogicità giuridica e la difesa dell’Unione
L’analisi dell’Italia dei Diritti-De Pierro è netta: la lista di Nello Crielesi è considerata non temibile. Per il movimento è assurdo ipotizzare che i vicovaresi, non certo inclini al “masochismo” e con le coscienze tutt’altro che anestetizzate dai proclami, diano fiducia a chi ha commesso errori così grossolani nella presentazione della lista, portando all’annullamento delle elezioni da parte del Consiglio di Stato, sostenendo inoltre che accusare chi ha fatto ricorso è un’illogicità giuridica: il problema è chi commette l’errore, non chi lo denuncia.
Il punto fermo resta la gestione associata dei rifiuti: la Celentano rifiuta categoricamente la scelta di Crielesi, considerata non opportuna, e punta a blindare il futuro di Vicovaro nell’Unione Comuni della Valle Ustica, valorizzando il lavoro di rientro iniziato dalla gestione commissariale. La vera sfida per il futuro è tutta rosa, tra la competenza monumentale di Maria Celentano e la proposta di Katia Ziantoni, mentre Crielesi e Fiorenzo De Simone vengono ormai relegati al passato.
Maria Celentano è pronta. Con lei, Vicovaro sceglie la storia, la legalità e la competenza istituzionale. Il tempo della precarietà gestionale è ufficialmente scaduto.”