TUFO DI CARSOLI – 6 Gennaio – Sotto un cielo che profuma di muschio e resina, il borgo si è fatto palcoscenico. Non è stata una semplice premiazione quella che abbiamo vissuto tra le pietre millenarie di Tufo Basso, Tufo Alto e Villetta di Carsoli, ma un vero e proprio atto d’amore collettivo che mi ha profondamente commossa.
Io e le mie compagne di viaggio, Paola Caffari ed Emanuela Eboli, siamo state chiamate a far parte della giuria di questo concorso natalizio giunto alla XV edizione. Ma, ve lo confesso, il rigore della valutazione ha ceduto il passo allo stupore quasi immediatamente. Insieme a Paola ed Emanuela, ci siamo ritrovate immerse in un’esperienza sensoriale che ha travalicato il semplice giudizio estetico.
Il nostro viaggio è iniziato tra i vicoli di Tufo Basso, dove l’umidità della sera sembrava scivolare via davanti al calore delle prime luminarie. I portali in pietra, solitamente severi testimoni di una storia rurale, sono stati incorniciati da ghirlande e luci, trasformandosi sotto i nostri occhi negli ingressi magici di regni fiabeschi.
Salendo verso Tufo Alto, lo scenario si è fatto ancora più intimo. Ogni arco, ogni sottoportico, è diventato la nicchia naturale per presepi artigianali incastonati nelle pietre con una cura che parla di mani sapienti e cuori devoti. Paola, Emanuela ed io ci siamo fermate in silenzio davanti a ogni angolo: la paglia vera, il muschio fresco, il suono dell’acqua che scorre in piccole fontane e cascate ricostruite con una maestria commovente. Ogni dettaglio raccontava una storia di appartenenza.
L’ultima tappa a Villetta dove abbiamo trovato un vicinato unito che ha scelto di trattare piazze e vicoli come il salotto di casa propria. Tra scorci sapientemente recuperati e addobbi che celebrano la fantasia e la tenerezza dei bambini, i residenti hanno creato un vero “itinerario della fanciullezza”.
Guardando quegli allestimenti insieme a Paola ed Emanuela, abbiamo capito che il vero regalo di questo Natale è la riscoperta del mondo attraverso la lente dello stupore dei piccoli. Grazie a tutti gli abitanti per averci donato questa bellezza: non avete solo decorato un borgo, avete curato l’anima di chi ha la fortuna di attraversarlo.
Di seguito vi lascio il nostro verdetto conclusivo, non è stato semplice scegliere, a tutti i partecipanti vanno quindi, i nostri complimenti.
Primo Posto alla postazione n. 12 Armando Ferrari
Motivazione: “Per la straordinaria capacità di coniugare armoniosamente la bellezza architettonica del borgo con il più autentico spirito natalizio. L’allestimento si distingue per un uso sapiente e mai invasivo delle luci, che esaltano con eleganza le trame della pietra antica e le foglie lucenti dell’agrifoglio, trasformando un angolo quotidiano in un quadro d’altri tempi.
Di particolare pregio la scelta di una Natività stilizzata e materica, adagiata con naturalezza su una botte in legno: un richiamo profondo alle tradizioni locali e al lavoro della terra. Un equilibrio estetico perfetto dove l’originalità incontra le radici del territorio, regalando a chiunque lo osservi un’atmosfera di suggestiva serenità e profonda spiritualità.”
Menzione Speciale alla miniatura del Presepe in cassa di legno: Custodi dell’arte di essere Fragili (David Anzini)

Per aver saputo racchiudere l’infinito in un piccolo spazio, creando un contrasto poetico tra la rusticità di una cassa di legno e la raffinata delicatezza del suo interno. La scritta ‘Fragile‘ all’esterno diventa il simbolo della cura con cui dobbiamo accogliere il mistero della vita.
L’opera incanta per la meticolosità estrema e la minuzia dei dettagli, restituendo scene di vita quotidiana vibranti, calde e accoglienti. Grazie a un sapiente gioco di luci soffuse, l’allestimento trasforma la ‘dolce attesa’ della Nascita in un racconto intimo e prezioso, dove ogni piccolo oggetto, personaggio e ogni gesto riprodotto testimoniano una dedizione straordinaria e una profonda sensibilità artistica.”
