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Nel borgo antico la “Madonnella”, riscoperte a Carsoli antiche mappe di una piccola cappella

Lo storico Luciano Del Giudice traccia un quadro riassuntivo di grande interesse culturale

Carsoli – Sono state riscoperte alcune mappe della cosiddetta “Madonnella di Carsoli”. Ne parla Luciano Del Giudice in questa pubblicazione culturale:                             

Oltre agli archivi, preziosa per i ricercatori è a volte la fonte orale degli anziani, scrigno della passata memoria.  Poniamo all’attenzione dei lettori la storia di una piccola cappella di culto, sita in passato a Carsoli(AQ) e ricordata da alcuni anziani del posto col nome di Madonnella. Le ricerche condotte dall’autore, sugli archivi provinciali ed ecclesiastici non hanno portato lumi, come anche il catasto storico provinciale del 1774. Del piccolo edificio non da notizie neanche  l’attento storico  monsignor locale Zazza. La guerra ha cancellato molti ricordi.  La ricostruzione operata a Carsoli, con l’esecrabile distruzione in parte del sopravvissuto patrimonio storico monumentale, hanno fatto il resto. La cappella della Madonnella venne atterrata nel periodo della ricostruzione, secondo, racconti locali nel periodo 1965/70. L’ ignoranza ha spregiato l’incompiuto di una guerra. La ditta che operò nella ricostruzione di Carsoli era la ERCE.  La localizzazione del sito dov’era posta la cappella è stato individuato con l’ausilio di una storica mappa catastale del 1947.

La cartina mostra una struttura quadrata presso un edificio individuato col n.221(fot.1), in prossimità del castello in zona denominata “le Coste”. L’immobile non porta numerazione catastale, ne è agganciato a vicine proprietà, quindi senza proprietario. Il tempietto, da mappa catastale, aveva le misure 2,50 metri in lunghezza e 2,20 metri in larghezza. Secondo il racconto di anziani, l’adito  era aperto, con volta a botte  e mancante di finestre. I racconti la fanno simile alla chiesetta della della Presentazione (1868) sulla tiburtina Valeria verso la frazione Colli di Montebove(AQ) (1). Non aveva un altare o altarolo ma soltanto un affresco in fondo alla parete. Raffigurava la Mdonna in piedi con in braccio il Bambino, sui lati tarlci di vite che scendevano; da qui il nome Madonnella. La iconografia riproposta rimanda alla Madonna dell’uva del Bellini, e altre similari iconografie cinquecentesche, nel ricordo la bellezza del dipinto. Non conosciamo l’anno di edificazioni in mancanza di fonti documentali relative, sappiamo che il paramento era in filari di pietra. Nei pressi, da fonti orali apprendiamo la presenza di un arco d’entrata al borgo, atterrato anch’esso nel periodo post bellico forse per ampliare la strada di accesso. La cappella era a ridosso della cinta muraria, ma all’interno(Fot.2). La esterna posizione della chiesa alla volta di entrata, può avere una spiegazione logica. Fronte la chiesa passava la strada che seguitava per varie direzioni quindi devozionale al passante, o tutela quasi apotropaica alle porte del borgo.   Oltre il valore storico, l’autore non esclude quello artistico dell’affresco, assimilabile ai dipinti tardo rinascimentali. I vessilli della comunità vanno salvaguardati, ma Carsoli ha subito un’empia privazione di molte icone popolari, oramai vestigia letterarie nella malinconia dei ricordi. Articoli come questo ed altri che riguardano la storia nel territorio, sono all’interno del “foglio di lumen n58”, in distribuzione nell’edicola di Carsoli o in cartoleria.

  Luciano Del Giudice

Bibliografia:

1)L. Del Giudice  “Martellecchia la rucica e l’affresco delle due Marie ” da miscellanea lumen n. 36 anno 2013,pag.26

*Fot. 1 mappa catastale del 1947 pubblicata su Lumen miscellanea n 54 agosto 2019

*Fot 2. Estratto da quaderno Lumen n 28 C. De Leoni “Colle Sant’Angelo di Carsoli”2008

ulteriori informazioni possono essere trovati nel numero di Lumen in distribuzione presso le edicole di Carsoli.