Vocazioni, a Roma l’invito dei cardinali Reina e You Heung Sik: “Fermarsi, ascoltare, affidarsi”
Roma – “Fermarsi, ascoltare, affidarsi”: è questa la bussola indicata dal cardinale Baldo Reina durante la Veglia di preghiera per le vocazioni, celebrata nella Basilica di San Giovanni in Laterano e presieduta dal cardinale Lazzaro You Heung Sik. L’evento, promosso dal Dicastero per il Clero insieme alla Diocesi di Roma e ad altri organismi ecclesiali, ha riunito numerosi giovani, religiosi e laici.
Al centro della riflessione, il tema della vocazione come relazione più che come scelta individuale. “La vocazione non nasce da uno sforzo personale, ma da una relazione”, ha affermato Reina, ribaltando una visione diffusa che la interpreta come progetto da costruire autonomamente. Prima ancora di essere una decisione, ha spiegato, è “un legame da custodire”.
Nel corso della veglia – dedicata alla “scoperta interiore del dono di Dio” – erano presenti anche otto futuri sacerdoti della diocesi, che saranno ordinati da Papa Leone XIV il 26 aprile nella Basilica di San Pietro. Un segno concreto del cammino vocazionale al centro dell’incontro.
Il cardinale ha quindi richiamato l’importanza dell’unione con Cristo come chiave per il discernimento: “Se resti unito a Cristo, la tua strada si chiarisce da sé”. Da qui anche una critica alla tendenza a misurare la vocazione in termini di numeri, efficienza o consenso. “Il frutto vero non nasce dal moltiplicare eventi e iniziative, ma dalla comunione fra di noi e con Dio”, ha sottolineato.
In conclusione, l’invito rivolto ai presenti è stato a un percorso graduale ma concreto: non decisioni immediate e radicali, bensì la disponibilità a fermarsi, ascoltare in profondità e affidarsi con fiducia. “Poco alla volta, si scopre che il frutto bello e buono che portiamo è proprio la nostra vocazione”, ha detto.
A chiudere la veglia, il cardinale You Heung Sik ha parlato di “un momento di grazia”, esortando soprattutto i giovani a non temere l’ascolto della chiamata: “Non abbiate paura di ascoltare il Signore e di seguirlo con fiducia”.