C’è un’aria pesante che circola tra i palazzi del potere e le redazioni, ed è un’aria che purtroppo non promette nulla di buono. Riprendendo quanto anticipato da un servizio di TGCOM24, sembra proprio che l’Italia stia scivolando verso un vicolo cieco energetico. Non è più solo un’ipotesi remota o il timore di qualche pessimista: il termine “lockdown”, che speravamo di aver chiuso nel cassetto dei ricordi, è tornato a galla. Stavolta, però, non si tratta di virus, ma di energia. Tutto ruota attorno alle conseguenze della guerra in Iran. La situazione è critica e lo Stretto di Hormuz, punto nevralgico per il traffico mondiale di petrolio e gas, è di fatto bloccato. Senza quel passaggio, le nostre riserve non possono reggere a lungo. Lo ha ammesso con una sincerità quasi brutale la Presidente del Consiglio: le scorte non bastano. Uno scenario decisamente allarmante, e questo nonostante Donald Trump continui a ribadire che ci dobbiamo aspettare la fine della guerra tra pochi giorni. Ma è stato Guido Crosetto, in un’intervista al Corriere della Sera, a mettere il carico da undici. Il Ministro della Difesa non ha usato giri di parole: se le cose non cambiano in fretta, tra meno di un mese “non tutto, ma molto” potrebbe dover spegnere i motori. È una prospettiva che fa tremare i polsi, soprattutto se pensiamo che l’Italia non è sola in questa tempesta; l’intero continente è sotto scacco e il Commissario Ue all’Energia, Dan Jørgensen, ha già fatto capire che Bruxelles si sta preparando allo scenario peggiore.
Cosa ci aspetta concretamente da maggio?
Se la diplomazia non riuscirà a fermare il conflitto, la nostra quotidianità cambierà radicalmente. Si parla già di regole ferree per i condizionatori proprio ora che si avvicina il caldo, con limiti di temperatura che potrebbero essere imposti non solo negli uffici ma anche nei negozi. Non finisce qui: il piano allo studio prevede il taglio dell’illuminazione pubblica – immaginate città più buie e monumenti spenti – e, nei casi più estremi, il fermo forzato per le industrie che consumano troppa energia e non sono considerate vitali. Siamo di fronte a una nuova stagione di austerity. Altri Paesi europei hanno già iniziato a muoversi in questa direzione e noi siamo pronti a fare altrettanto. La speranza è che il blocco di Hormuz venga rimosso, ma intanto il Governo sta già scaldando i motori (per modo di dire) per tirare il freno a mano sui consumi. Prepariamoci, perché il prossimo mese potrebbe essere quello della verità.