L’AQUILA – Una vicenda agghiacciante che torna a scuotere la città: dopo anni di processo e tentativi di sfuggire alla giustizia, è arrivata la parola definitiva. Dieci anni di reclusione per un uomo italiano condannato per violenza sessuale continuata su un minore.
L’arresto è scattato il 30 marzo, quando gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di L’Aquila hanno rintracciato il condannato e lo hanno condotto in carcere. A inchiodarlo, la decisione definitiva della Corte Suprema di Cassazione che, pochi giorni fa, ha dichiarato inammissibile il suo ultimo disperato ricorso, chiudendo ogni spiraglio.
I fatti, che risalgono al periodo tra febbraio e aprile 2015, si sono consumati proprio a L’Aquila. Un incubo durato mesi, che oggi trova finalmente una conclusione giudiziaria definitiva.
La condanna era già stata pronunciata in primo grado dal Tribunale di L’Aquila nel 2022 e successivamente confermata dalla Corte d’Appello nel 2025. Ma l’uomo aveva continuato a tentare di evitare il carcere, fino allo stop definitivo arrivato dalla Cassazione il 27 marzo 2026.
Non solo la reclusione: per il condannato scattano anche pesanti misure accessorie. Tra queste, il divieto assoluto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori, l’impossibilità di svolgere lavori a contatto con bambini e l’interdizione perpetua da qualsiasi incarico nelle scuole e in strutture pubbliche o private dedicate ai più giovani.
Dopo una vera e propria caccia all’uomo, gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo proprio nel capoluogo abruzzese. Per lui si sono aperte le porte della casa circondariale, dove sconterà la pena.
Una storia che riaccende i riflettori su un crimine tra i più odiosi e sulla lunga battaglia per ottenere giustizia. Questa volta, senza più possibilità di fuga.