Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 torna l’ora legale. Alle 2:00 le lancette andranno spostate un’ora in avanti, segnando di fatto l’inizio del periodo in cui le giornate appariranno più lunghe grazie a una maggiore presenza di luce nelle ore serali. Il nuovo orario resterà in vigore fino a domenica 25 ottobre, quando si tornerà all’ora solare.
L’appuntamento, ormai consueto, porta con sé effetti immediati sulla vita quotidiana: si dormirà un’ora in meno nella notte del cambio, ma si guadagneranno serate più luminose, con benefici per attività all’aperto, commercio e turismo. Non tutti, tuttavia, si adattano allo stesso modo: alcuni studi segnalano piccoli disagi temporanei legati al ritmo sonno-veglia, destinati però a risolversi nel giro di pochi giorni.
Sul piano economico ed energetico, l’ora legale continua a rappresentare uno strumento rilevante. Il maggiore utilizzo della luce naturale nelle ore serali consente una riduzione dei consumi elettrici, con effetti positivi sia per le famiglie sia per il sistema Paese. A ciò si aggiunge un impatto ambientale non trascurabile: minori consumi significano infatti anche una riduzione delle emissioni di CO₂.
Proprio per questi motivi il tema è tornato al centro del dibattito politico. Alla Camera dei Deputati è stato avviato l’iter parlamentare per valutare l’introduzione permanente dell’ora legale, una scelta che eliminerebbe il doppio cambio annuale dell’orario. L’ipotesi divide però opinione pubblica ed esperti: da un lato c’è chi sottolinea i vantaggi economici e ambientali, dall’altro chi richiama l’attenzione sugli effetti che una luce mattutina ridotta potrebbe avere su salute, sicurezza stradale e organizzazione sociale.
Anche a livello europeo il confronto resta aperto. Negli ultimi anni si è discusso più volte della possibilità di superare definitivamente il sistema attuale, lasciando ai singoli Stati la scelta del proprio fuso orario. Tuttavia, la mancanza di un accordo condiviso ha finora mantenuto in vigore il meccanismo tradizionale.
Nel frattempo, per i cittadini l’indicazione resta semplice: nella notte tra sabato e domenica, orologi avanti di un’ora. Un piccolo gesto che, ancora una volta, segna il passaggio simbolico verso la stagione più luminosa dell’anno.