Sisma 2016: Cnre, una nuova Amatrice ecosostenibile per una rinascita culturale
Roma, 28 marzo – Una “nuova Amatrice ecosostenibile” rappresenta non solo un progetto di ricostruzione materiale, ma una vera rinascita culturale, sociale ed ecologica. A quasi 10 anni dal sisma del 2016, il territorio ha bisogno di un modello innovativo che sappia guardare al futuro senza perdere la propria identità storica”. E’ quanto afferma in una nota il Presidente del Cnre, Claudio Del Medico Fasano. Secondo il Centro Nazionale Ricostruzione Ecologica, la ricostruzione dovrebbe fondarsi su tre pilastri principali: sicurezza, sostenibilità e rapidità. Sicurezza e innovazione Le nuove costruzioni devono essere progettate con tecnologie antisismiche avanzate, utilizzando materiali resilienti e sistemi costruttivi modulari. L’obiettivo è garantire edifici capaci di resistere agli eventi futuri, riducendo al minimo i rischi per la popolazione. Sostenibilità ambientale: efficienza energetica (case passive, pannelli solari, comunità energetiche), gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti.
“Questo approccio – fa presente Fasano – trasformerebbe il territorio in un modello di borgo green, capace di coniugare tradizione e innovazione. Le tecniche costruttive moderne, come la prefabbricazione avanzata, permettono di ricostruire in tempi più brevi senza compromettere la qualità. La velocità è fondamentale per restituire una vita normale agli abitanti e contrastare lo spopolamento. Un punto chiave – sottolinea il Cnre – è rendere Amatrice attrattiva per i giovani: spazi per lavoro digitale e smart working, servizi moderni (scuole, connessioni veloci, mobilità sostenibile), incentivi per nuove attività imprenditoriali legate al territorio (turismo sostenibile, agricoltura biologica)”
Inoltre per il Presidente del Cnre “La ricostruzione non deve cancellare il passato. Il recupero del centro storico, delle tradizioni e della cultura locale è essenziale per mantenere viva l’identità della comunità. In sintesi, la nuova Amatrice può diventare un laboratorio nazionale di ricostruzione sostenibile: un luogo dove tecnologia, ambiente e comunità si incontrano. Non solo ricostruire ciò che è stato perso, ma – conclude Fasano – creare qualcosa di migliore, più sicuro e più giusto per le generazioni future”.