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A Marano Equo inaugurato il cantiere per il nuovo centro polifunzionale

Inaugurato a Marano Equo il cantiere per la realizzazione di un nuovo centro polifunzionale che ospiterà attività culturali e sociali, dando al comune per la prima volta uno spazio pubblico adeguato ad ospitare le numerose associazioni cittadine, impegnate nella continuità delle tradizioni culturali, folkloristiche e umanitarie.

L’edificio sorgerà nell’area dove attualmente esiste un edificio scolastico realizzato nel 1939, oggi in stato di abbandono e caratterizzato da evidenti segni di ammaloramento strutturale, sul quale un primo intervento di ristrutturazione, nel 2009, non è mai stato portato a termine. Mantenendo il sedime della struttura precedente, l’intero edificio verrà ricostruito e ammodernato e sarà costituito da tre padiglioni interni, destinati a feste, conferenze e riunioni di vario tipo, e due corti esterne, che potranno ospitare un teatro all’aperto, giochi per bambini, assemblee ed eventi pubblici.

Si tratta di uno dei 68 interventi del PUI Cultura che tra Roma e i diversi comuni del territorio che hanno presentato progettualità vedranno nascere altrettante biblioteche e poli civici e culturali al servizio dei cittadini. Efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche i due principi cardine di ciascun progetto. Qui a Marano Equo, pannelli fotovoltaici da 20 kw di picco che andranno ad alimentare il sistema di riscaldamento e raffreddamento a terra, con pompe di calore, e pannelli solari per l’acqua calda sanitaria renderanno l’impianto pressoché autosufficiente dal punto di vista energetico.

“A Marano Equo con quasi 1,2 milioni di euro andiamo a restituire uno spazio pubblico polivalente, dove la comunità potrà crescere incontrarsi e dibattere. La presenza dei cittadini oggi conferma che l’amministrazione comunale ha ben chiaro come in ogni fase questi progetti debbano coinvolgere la comunità e far parte di un ragionamento comune. Con il Sindaco Gualtieri, all’arrivo dei fondi PNRR, non abbiamo scelto una distribuzione per grandi città, ma abbiamo dato senso al ruolo dell’ente metropolitano nella costruzione di una rete diffusa di poli civici, per fare in modo che tutti i comuni che ne avessero fatto richiesta, a prescindere dal numero di abitanti, potessero accedere ai fondi, secondo un principio di equità, anche supportando i comuni più piccoli a seguire le fasi più complesse della progettazione. Ricordiamo sempre che questa è stata una scelta di lungimiranza: considerando il cambiamento climatico che investirà anche l’Italia da qui ai prossimi 20 anni, realizzare servizi nei comuni più lontani dalla metropoli consentirà ai cittadini di poter scegliere di vivere anche nei piccoli paesi, dove le temperature saranno più sostenibili, purché dotati di servizi pubblici essenziali, connessione e luoghi d’incontro”, ha dichiarato il vicesindaco Sanna in occasione dell’apertura dei lavori.